Fini chiude la convention di Fli: Siamo oltre Berlusconi

Gianfranco Fini, il leader che l’Italia aspetta”: ad annunciare l’arrivo sul palco di Bastia Umbria del leader di Fli è un accalorato Adolfo Urso. Segue un serrato scrosciare di applausi, scandito da un coro di “Fini, Fini”. Il presidente della Camera è quasi imbarazzato, accenna un sorriso mentre alle sue spalle scorre il manifesto del partito recitato da Luca Barbareschi, accompagnato da un tappeto musicale avvolgente.

Alle 12,30 circa Gianfranco Fini prende finalmente la parola per scandire il discorso conclusivo della convention di Fli. “Credo veramente – ha esordito – che se ci guardiamo intorno e se volgiamo per un attimo lo sguardo dietro di noi, alle settimane e ai mesi passati, possiamo per davvero dire di essere molto, molto soddisfatti“.

“In poche settimane – ha continuato Fini – ci siamo ritrovati non a essere marginali, insignificanti e destinati a un rapido oblio, come qualcuno aveva frettolosamente detto, ma ad essere politicamente determinanti per le sorti del governo e soprattutto per l’avvenire della nostra Patria”.

Parla di “un piccolo grande miracolo“, reso possibile dal sostegno delle tante persone che hanno creduto nella scommessa di una politica diversa. “Voi siete qui – ha scandito il leader di Fli rivolgendosi alla platea – per una certa idea dell’Italia e non per fedeltà a una persona e, come ho detto ieri ai ragazzi (i giovani militanti di Fli, ndr), nessuno vi chiederà mai di cantare ‘Meno male che Fini c’è’ perché gli uomini passano e le idee restano. Perché gli uomini – ha rimarcato il presidente della Camera – rappresentano un momento e i progetti rappresentano al contrario una proiezione verso il futuro”.

A incoraggiare la nuova “avventura” dei futuristi non è stata la rivalità personale – ha spiegato Fini – ma la voglia di ritornare protagonisti: “Futuro e Libertà non sarà certo Alleanza Nazionale in piccolo – ha notato il presidente di Montecitorio – ma non sarà nemmeno una sorta di Zattera della Medusa pronta a raccogliere i naufraghi di ogni stagione. Credo che qui, in termini politici, si possa dire: ‘porte aperte a tutti escluso agli affaristi'”.

“Fli – ha ripreso Fini – non sarà mai sinonimo di progetto debole, di insipido minestrone. Dobbiamo dar vita a quella grande rivoluzione liberale più volte promessa ma che non si è purtroppo mai realizzata, se non in minima parte. Dobbiamo animare un liberalismo italiano – ha continuato il leader di Fli – ammodernando le nostre istituzioni. Il nostro non è un progetto contro il Pdl, non sono i nostri avversari e non siamo contro Berlusconi. Noi – ha scandito con enfasi il presidente della Camera – siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi perché quella pagina si è chiusa o si sta rapidamente chiudendo”.

Da qui l’esigenza di centrare i reali bisogni del Paese: “Dobbiamo guardare e ascoltare – ha aggiunto il leader dei futuristi – l’Italia profonda, silenziosa; quell’Italia che non urla, non ha la bava alla bocca, quell’Italia che non è il Paese dei balocchi che di tanto in tanto dipinge Silvio Berlusconi. Il governo – ha rincarato Fini – non ha il polso del Paese, non ha la percezione reale di quelli che sono i timori degli italiani. Il governo tampona le emergenze, ma ha perso la rotta“.

Maria Saporito