Pompei, Napolitano rincara: il crollo è una vergogna

Pare che ci si mettano anche i monumenti a porre in ridicolo l’immagine del “bel paese”. In un periodo in cui i più si dicono preoccupati per l’immagine dell’Italia all’estero, il crollo nella mattinata di ieri di un importante edificio di Pompei, la Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, sembra divenire simbolo di un’Italia incapace di preservare ciò che di più valore possiede, il suo patrimonio artistico.

Mentre si sollevano le polemiche sull’insufficienza degli interventi di manutenzione attuati sull’edificio, il presidente della Repubblica Napolitano sintetizza drasticamente: “Quello che e’ accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l’Italia”. Anche il Ministro alla Cultura Bondi si rifà alla nozione di “immagine del Paese”: “ Dovrebbe trattarsi di un’occasione per capire l’importanza, anche per l’immagine internazionale del nostro Paese, della salvaguardia del nostro patrimonio culturale e della necessita’ di uno sforzo comune per conservarlo e trasmetterlo alle generazioni future”.

Diversi, però, i toni delle due cariche istituzionali. Mentre il Ministro Bondi, forse incalzato dalla protesta del mondo della cultura,  si augura che la vicenda non sia pretesto per “polemiche sterili e strumentali“, più duro Giorgio Napolitano: “E chi ha da dare delle spiegazioni non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie“.

Quel che sembra certo è che ieri si è aperta una ferita nel più grande museo all’aperto del mondo. Dall’ultima nota del Ministero giunge un filo di speranza sulla possibilità di un recupero della parte più bassa della Domus gladiatori, le cui decorazioni affrescate potrebbero essere salvate.

Giulia Caterina Antonini