Riabilitazione equestre come valida terapia di recupero

La riabilitazione equestre come valida terapia di recupero, fin dall’età adolescenziale, è il tema del convegno scientifico organizzato ieri da Fieracavalli in collaborazione con il Ministero della Salute e il Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti dagli Animali.

Si è parlato dell’ importanza che gli equidi possono rivestire nel percorso di recupero dei pazienti con problematiche neuromotorie, ed anche in quello di crescita evolutiva dei giovani, nell’ambito del convegno internazionale “Abilitazione e riabilitazione equestre a partire dall’età evolutiva”. L’attività terapeutico-riabilitativa per mezzo del cavallo, negli ultimi anni, si è incrementata notevolmente sia per l’interesse dei genitori a cercare nuove vie per migliorare la qualità della vita dei loro giovani figli, sia, soprattutto, per i risultati ottenuti con questa pratica nell’ambito della disabilità.

“Dalla ricerca presentata da Renato Mennheimer è emerso che l’87% degli italiani intervistati ha fiducia nell’ippoterapia come riabilitazione e credo che questo sia un dato importante e significativo per aprire un dibattito come quello di oggi”. L’on. Francesca Martini, introducendo il tavolo scientifico, ha dichiarato: «Ci sono ormai evidenze scientifiche sul ruolo che gli equidi possono svolgere come co-terapeuti. Quello del cavallo è un aiuto  che si dispiega ben oltre l’età evolutiva ed è in grado di toccare tutte le età della vita. Ho voluto fortemente la presenza del Ministero della Salute a Fieracavalli perché attraverso la relazione uomo-animale si costruisce anche un percorso di cura per gli esseri umani. Dobbiamo far sì che le terapie assistite con gli animali entrino a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza affinché tutti coloro che hanno bisogno di interventi riabilitativi con gli animali possano accedervi.».

Per questo Martini ha chiesto all’assessore alla sanità del Veneto, Luca Coletto in qualità di coordinatore delle Regioni di impegnarsi in tal senso. “Bisogna definire anche degli standard di qualità per la riabilitazione con gli equidi – ha aggiunto – un percorso in cui gli ippoterapeuti sono due: equidi (cavalli, ma anche asinelli) e un’equipe multidisciplinare costituita da specialisti di diversi settori che indirizzano il lavoro con gli animali in modo che sia personalizzato e centrato sui bisogni della persona.

Anche l’ippoterapia e la riabilitazione per mezzo del cavallo sono entrate in questa ottica di puntare alla scientificità delle pratiche, dell’approccio e della valutazione, tanto che si è andati sempre più a imporre il lavoro utilizzando la professionalità di laureati in psicologia, medicina o scienze dell’educazione ai quali inoltre è richiesta una specializzazione sulle questioni più direttamente legate da una parte alle necessità dei disabili e delle loro particolari strutture psico-affettive e psico-cognitive, dall’altra alle particolari qualità che caratterizzano il rapporto con un animale tanto speciale come il cavallo, con il quale, inoltre, l’uomo ha stabilito da centinaia d’anni, un rapporto intimo, di collaborazione ed di interazione.

Adriana Ruggeri