Berlusconi a Fini: si dimetta lui

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:21

Metti una domenica di inizio novembre, scandita dal discorso di un presidente della Camera che invoca le dimissioni del presidente del Consiglio. Metti un premier infuriato, che ai “suoi” anticipa di voler ribaltare la proposta, richiedendo piuttosto le dimissioni dell’ex alleato. Metti una cascata di reazioni giunte da ogni parte e avrai ottenuto il quadro (più che approssimativo) di quanto accaduto ieri nel nostro Paese.

Sono da poco passate le 14,00 quando Gianfranco Fini finisce di pronunciare il suo discorso di chiusura alla convention di Fli. Ha usato parole chiare e dure e invitato Silvio Berlusconi ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere atto della crisi della maggioranza. Ha parlato esplicitamente di dimissioni, provocando l’immediata reazione del Cavaliere che, ufficialmente non rilascia dichiarazioni, ma consegna ai suoi più fidi collaboratori i propositi per le prossime ore.

“Lo ascoltavo e pensavo, ma da dove viene questo? Da Marte – avrebbe detto il presidente del Consiglio commentando il discorso di Fini a Bastia Umbra – Sembrava che negli ultimi 16 anni fosse stato altrove. Ma dia lui l’esempio piuttosto e si dimetta dalla presidenza della Camera“.

Nell’analisi di Berlusconi, la “disputa” tra i due dovrebbe risolversi all’interno del Parlamento dove i “finiani” fino a poco tempo fa hanno votato a favore dei 5 punti programmatici proposti dal governo. “Se Gianfranco Fini – avrebbe precisato il premier ai suoi – ritiene conclusa l’esperienza di governo, deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità di votare contro in Parlamento. E se davvero pensano di farmi cadere poi lo dovranno spiegare agli italiani”.

Nel gioco infinito del cerino, insomma, pare che il Cavaliere abbia di nuovo rimesso la fiamma nelle mani dell’ex aennino, nella speranza che questa volta possa bruciarsi, ponendo fine ai continui rimpalli che stanno avvilendo il Paese. “In Parlamento – hanno scritto i capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto – il governo Berlusconi ha ottenuto un‘ampia fiducia poche settimane fa, sulla base di una concreta ed articolata proposta, coerente con il programma della coalizione di centrodestra votato dalla maggioranza degli italiani”.

“Dopo quel voto – hanno continuato i “berluscones” – sono state avviate iniziative legislative e politiche sul federalismo fiscale, sulla sicurezza, sulla riforma del fisco, sulla giustizia, sullo sviluppo. Altre, come quella per il Sud, sono in via di definizione, secondo il programma annunciato dal governo. È inoltre all’esame del Parlamento il Bilancio dello Stato, mentre l’esecutivo ha indicato una serie di obiettivi coerenti con l’agenda europea. Non è quindi accettabile – hanno evidenziato i capigruppo – la richiesta di dimissioni del governo dopo un voto di fiducia il cui rilievo politico è stato chiaro a tutto il Paese. È quindi il Parlamento il luogo dove ciascuno – hanno concluso – deve assumersi le proprie responsabilità“.

“Le dimissioni che sarebbero necessarie – ha rincarato Daniele Capezzone, portavoce di Pdl – sono quelle di chi, come Gianfranco Fini, usa la terza carica dello Stato per condurre una battaglia di fazione e contraria alla volontà popolare”.

Dai banchi dell’opposizone è giunto il disilluso commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “Oggi Fini ha fatto un passo in avanti piuttosto lungo – ha esordito Bersani – ha riconosciuto che il berlusconismo si sta spegnendo. E’ stato un passo ulteriore verso l’evidenza di una crisi politica conclamata, ma – ha aggiunto il democratico – la risposta è stata insufficiente. Ci sono ancora dei tatticismi“.

E se Antonio Di Pietro sollecita Gianfranco Fini a promuovere una mozione di sfiducia nei confronti del governo, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa rivolge un appello a Silvio Berlusconi: “Invito il presidente del Consiglio – ha detto – ad avere la forza morale e politica di dimettersi visto che il suo governo tira a campare e riceve pubbliche attestazioni di sfiducia da una parte determinante della sua maggioranza”.

Maria Saporito

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