Confessa e dice messe per 20 anni, ma non è un vero prete

Per vent’anni gli abitanti di Fane, piccola località del veronese, si erano abituati a chiamarlo “Padre Tommaso”. Lui tornava ogni estate ed esercitava gli uffici sacerdotali, in veste di assistente del parroco locale; anche se, in realtà, non aveva mai ricevuto i voti. E dopo 20 anni è stato un malore a far venire a galla la verità.

Ricoverato all’ospedale di Negrar per accertamenti relativi ad un malore sopraggiunto, l’uomo è stato involontariamente smascherato dall’attuale parroco don Adrian Cristinel Bulai. Questi, infatti, aveva premurosamente informato il vescovato locale sulle condizioni di salute del suo assistente, salvo poi scoprire che l’uomo di 84 anni noto come “Padre Tommaso” si chiama in realtà Italo G., è residente a Perugia e non ha mai preso i voti. Facile pensare che, all’epoca in cui il raggiro ha avuto inizio, falsificare dei documenti non sia stato poi così difficile. Inoltre la mancanza di un controllo dati immediato, come quello reso possibile oggi dal Web, ha facilitato sicuramente le cose. Resta però difficile comprendere le ragioni e il senso di un tale raggiro.

Gli abitanti della piccola località veronese sono ovviamente allibiti e amareggiati. Il disappunto della popolazione è stato espresso dall’Assessore comunale Federico Marangoni: “Ha confessato anche me, sono ancora allibito. Ho assistito alle sue messe, sembrava proprio un prete. In giro ci sono tante voci e domina l’amarezza. Non so perché l’ha fatto, di certo però ci ha imbrogliato tutti”.

Roberto Del Bove