Lazio-Roma 0-2: Ranieri, “ve state ad attaccà ar fumo della pipa”

“Ve state ad attaccà ar fumo della pipa» dice Claudio Ranieri durante la conferenza stampa dopo la vittoria al derby per 2 a 0.

Il tecnico giallorosso è un fiume in piena e sfodera una versione “romanesca” a tratti “folcloristica” con cui inscena un battibecco con un giornalista di fede laziale che lo punzecchia sugli episodi incriminati della partita Lazio-Roma di ieri vinta dalla squadra giallorossa con due rigori.

“Così facendo – aggiunge il tecnico, rafforzando la propria cadenza romana – date ancora più soddisfazione ai romanisti. Che in questo momento stanno a godè come ricci”.

“Voglio parlare della partita, e non degli episodi!”“Se guardiamo all’andamento complessivo della gara – aggiunge – ce n’erano infatti tanti altri a favore nostro. E se parliamo del rigore reclamato dalla Lazio, con il presunto fallo di Riise su Mauri, in quella stessa azione c’è il fuorigioco, evidente, di Dias”.

E richiamando l’episodio dell’annullamento del gol di Greco nel primo tempo, “se l’arbitro è riuscito a vedere in quell’occasione la punta del piede di Borriello – dice – non si capisce come non abbia visto in fuorigioco l’intero corpo del difensore laziale nell’altra azione. E questo chiude i conti”.

E’ il terzo derby su tre giocati che il tecnico romano vince da quando è alla guida della Roma e forse quello più ricco di significati, visto il pessimo inizio di campionato della sua squadra e la vetta della classifica degli avversari.

Per chi in tanti anni di calcio era abituato ad un Ranieri perennemente “gentleman”, anche quando la Vecchia Signora del calcio italiano quasi un anno e mezzo fa gli ha sbattuto le porte in faccia alla terz’ultima di campionato dopo un dignitoso piazzamento e con una modesta squadra appena tornata in A, ieri è stata una vera sorpresa.

Chissà cosa avranno pensato quei giornalisti presenti alla conferenza stampa ma non coinvolti nel battibecco della versione “romanesca” dell’allenatore?

Allenatore, ricordiamolo, che ha iniziato come calciatore proprio nella Primavera della Roma 42 anni fa, che lo ingaggiò su segnalazione di Helenio Herrera, e lanciato in serie A con la maglia della prima squadra nel 1973 da Manlio Scopigno in un Genoa-Roma finito 2 a 1 per i Grifoni per poi diventare la bandiera dei “giallorossi” del Catanzaro.

Marco Notari