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PD e Sinistra (quasi) insieme contro Berlusconi

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Sabato scorso, in una delle ultime battute dell’intervento conclusivo all’assemblea dei circoli democratici tenutasi a Roma, il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani aveva lanciato, accolto dalla standing ovation della platea, la proposta di indire per il prossimo 11 dicembre una grande manifestazione a Roma per “staccare la spina” al morente Governo Berlusconi, ulteriormente affossato, ieri, dalla richiesta di dimissioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenuto alla kermesse fondativa di Futuro e Libertà per l’Italia.

“Democrazia, lavoro e solidarietà” sono le parole d’ordine lanciate da Bersani per costruire la piattaforma politica di una mobilitazione di massa che il popolo del PD aspetta dall’ottobre del 2008, quando Veltroni parlò al Circo Massimo per provare a rilanciare, peraltro inutilmente alla luce delle dimissioni rassegnate quattro mesi più tardi, la vocazione maggioritaria del partito del “ma anche”.
Ieri, intanto, sono fioccate le prime reazioni, fuori e dentro il PD, alla scelta della piazza di Bersani.

Proprio Walter Veltroni, che certo non avrà apprezzato la scelta del segretario di indire la mobilitazione in una data per la quale il Movimento Democratico dei 75 (l’opposizione interna costituita con Fioroni e Gentiloni) aveva convocato la propria assemblea nazionale, ha espresso un adesione con riserva alle parole di Bersani.

“Quella piazza (Circo Massimo 2008, ndr) fu una piazza di protesta ma anche di proposta; – ha spiegato ai cronisti – io mi auguro che quella di cui ha parlato il segretario del PD sia questa e che si possano incontrare lungo questa prposta anche forze ed energie diverse”.

E mentre il Presidente della Puglia Nichi Vendola, pur avendo sempre espresso la propria intenzione di aderire ad un possibile Governo a guida PD senza porre alcuna condizione, ha spiegato che “non andremo a manifestazioni organizzate da altri”, più possibilista è stata la Federazione della Sinistra, che si avvia a celebrare il congresso fondativo che riunirà Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, l’ex “correntone DS” Socialismo2000 e la sinistra Cgil di Lavoro e Solidarietà.

“Dico con fermezza a Bersani che non basta affermare che la manifestazione dell’11 è aperta a chiunque voglia partecipare. – ha spiegato in una nota Oliviero Diliberto – Oggi è accaduto un fatto nuovo. S’e’ aperta la crisi del governo Berlusconi. […] Chiedo dunque a Bersani di impegnarsi, noi lo faremo, per un’unica grande manifestazione, che metta insieme quella del movimento studentesco e della Fiom, indetta sempre per l’11, e quella della Cgil del 27 su democrazia e lavoro con quella indetta per l’11 dal Pd. Questo è il tempo dell’unità e della responsabilità e tutto il centrosinistra, lo dico fraternamente a Vendola che ha preso le distanze dalla manifestazione dell’11, deve fare la sua parte abbandonando politicismi, differenziazioni, piccoli stratagemmi”.
“Il popolo della sinistra – ha concluso – non ci perdonerebbe altre divisioni”.

Possibile, dunque, che quella “alleanza costituzionale” di cui da tempo parlano sia Bersani che la Federazione della Sinistra (un accordo elettorale incentrato sulla difesa della Costituzione, la cui tenuta sarebbe messa a repentaglio, secondo i due partiti, da una nuova vittoria di Berlusconi) possa palesarsi con una comune mobilitazione in occasione del corteo dell’11 dicembre.
Pur rimanendo quelle divergenze di prospettiva che ad oggi rendono impraticabile, come riconosciuto da entrambe le parti, un accordo di Governo che, nei fatti, sarebbe già la riproposizione della vecchia Unione, nominata da tutti, a sinistra e nel PD, come l’opzione più disgraziata e da evitare accuratamente.

Divergenze che con chiarezza emergono sovrapponendo al discorso di Bersani, condiviso da sinistra per quanto riguarda la difesa della Costituzione, le necessità di una legge sul conflitto di interessi e di una nuova legge elettorale, l’intenzione di introdurre una tassazione delle rendite finanziare e di un salario minimo garantito, alla piattaforma politica della mobilitazione dello scorso 16 ottobre, indetta dalla FIOM e partecipata da centinaia di migliaia di persone, che poneva al centro “democrazia, lavoro e diritti”, ponendo una prospettiva generale di superamento dell’attuale sistema capitalista, a partire dall’abrogazione della Legge 30 e dei diktat di Marchionne e Confindustria fino ad arrivare alle problematiche della scuole e della ricerca.

Mattia Nesti