Sarah Scazzi: Sabrina Misseri, nuovi testimoni in sua difesa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:27

Avetrana, 8 Novembre. Domani Sabrina Misseri sarà in aula, anche se non potrà proferire parola. Gli avvocati Vito Russo ed Elvira Velletri presenteranno l’istanza di scarcerazione al Tribunale del riesame; secondo i difensori infatti, non ci sarebbero motivi validi perchè la ragazza resti in carcere.

Sabrina non ha mai voluto inquinare le prove, altrimenti non avrebbe lasciato l’arma del delitto (una delle ultime che pare essere tale) nell’auto del padre, dicono ancora i legali. Ma il cosiddetto  “colpo di scena” delle ultime ore, risiede nello spuntare di otto nuovi testimoni che scagionerebbero la cugina di Sarah Scazzi dall’aver compiuto l’omicidio e che aprirebbero invece a nuove piste d’indagine.

I R.I.S. di Roma hanno sequestrato 49 cinture, tutte quelle presenti in casa Misseri al momento dell’ultimo sopralluogo; ci sarà probabilmente un confronto tra queste e una presunta arma del delitto, una corda trovata nell’ Opel Astra di Cosima Serrano.

Esiste però anche la possibilità che ad essere utilizzata come strumento per strangolare la 15enne di Avetrana sia stata una cintura, indicata dallo stesso Michele Misseri ed  “abbandonata” da più di un mese sulla sua Seat Marbella,  La dinamica dell’omicidio sarebbe compatibile con questa ipotesi. Da qui il sequestro della cinquantina di cinture operato dagli inquirenti.

In ogni caso tra Michele e Sabrina è ormai battaglia aperta. A sostegno della figlia del reo-confesso, la stabilità delle sue dichiarazioni, sempre uguali, una precisione quasi “robotica”. Di contro, queste stesse dichiarazioni non troverebbero esatti riscontri nelle indagini sulle celle telefoniche, quindi sugli spostamenti e nemmeno rispetto alle dichiarazioni di Mariangela Spagnoletti, l’ex amica di Sabrina, considerata una testimone molto attendibile dagli inquirenti.

Gli avvocati Russo e Velletri sostengono però il contrario: Mariangela non sarebbe “genuina”, avrebbe un risentimento dettato da un interesse per Ivano, il ragazzo  al quale si dice anche Sarah fosse profondamente interessata. Lui, Ivano, ha spiegato pubblicamente e più volte che tra lei e la ragazzina c’era molta amicizia, ma aveva 15 anni e non avrebbe mai potuto competere con una ragazza di 22 ( Sabrina) . Sarah era una “mascotte”.

Per Michele Misseri il discoro è diverso; “ha cambiato quattro versioni in un mese” hanno detto i legali di Sabrina, non certo un esempio di stabilità, oggettivamente.  Ora però lo zio della vittima appare come il buon padre di famiglia che anche con un sacrificio estremo ha voluto inzialmente proteggere la figlia. Ciò che più stupisce è che, rispetto all’ennesima confessione, differente anch’essa da quella precedenti, esisterebbero alcuni riscontri che confermerebbero in parte la veridicità della stessa.

Anche però per chi è stato definito “l’orco” a seguito della sua scioccante ammissione di aver violentato il cadavere di Sarah, gesto che però non ha trovato conferme nei primi esami effettuati dai R.I.S., le cose non tornano.

“Stavo dormendo sulla sdraio pare abbia detto Misseri padre ai magistrati –quando da me è venuta Sabrina che mi ha svegliato dicendomi: Papà vieni in cantina ho fatto un casino”.

Fosse anche stata Sabrina ad uccidere Sarah, cosa ancora tutta da dimostrare, gli inquirenti si sono detti certi, a più riprese, che gli assassini erano almeno due. Nessuno, pare, avrebbe potuto fare tutto da solo, o da sola.

A complicare una trama che pare inestricabile,  i presunti otto nuovi testimoni della difesa di Sabrina, rimasti per qualche ragione celati fino ad ora.

A.S.

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