Berlusconi riparte dal Veneto e dall’Abruzzo

Nei momenti di difficoltà, si sa, le vere amicizie sono quelle che si rinforzano. Deve essere questa la consolazione a cui Silvio Berlusconi si aggrappa in questi giorni, volgendo lo sguardo al fido alleato leghista. All’indomani dell‘aut aut scandito da Gianfranco Fini, che lo ha invitato a rassegnare le dimissioni, il Cavaliere ha avuto modo di appurare la “vicinanza” di Umberto Bossi e di comprendere quanto questa sia preziosa per la tenuta del governo.

Ieri Silvio Berlusconi e il leader del Carroccio si sono incontrati ad Arcore per fare il punto della situazione dopo gli “anatemi” di Bustia Umbra. Un incontro imperniato sulla necessità del “fare” per neutralizzare il “dire” dei finiani. Il presidente del Consiglio avrebbe assicurato al ministro per le Riforme l‘attuazione del decreto sul federalismo entro Natale. In settimana la Commissione bicamerale dovrebbe dare il proprio parere sul provvedimento relativo ai costi standard delle Province e dei Comuni, spianando la strada al testo che potrebbe approdare – entro tempi strettissimi – in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo.

Promesse che hanno rinvigorito Umberto Bossi che, nel corso del vertice di ieri ad Arcore, ha proposto di fare da “paciere” tra Pdl e Fli. L’idea è che siano alcuni “pontieri” del Carroccio a occuparsi della delicata vertenza tra finiani e berlusconiani e che vengano attivati canali diplomatici ufficiosi, tesi a favorire il disgelo tra i due schieramenti.

Intanto oggi il presidente del Consiglio, “scortato” dallo stesso Umberto Bossi, si recherà nelle zone alluvionate del Veneto: da Monteforte d’Alpone a Caldogno, fino a Padova dove i due alleati di ferro incontreranno le autorità locali. Berlusconi sorvolerà in elicottero le zone più colpite dalla pioggia delle ultime settimane, nel tentativo di verificare se la macchina dei soccorsi azionata fin qui abbia lavorato bene. Ma non è tutto perché nel pomeriggio il premier raggiungerà l’Abruzzo per assegnare alcuni riconoscimenti e monitorare lo stato della ricostruzione a L’Aquila e nei territori limitrofi. Pare che per il momento questo sia l’unico terremoto con cui il presidente del Consiglio voglia fare i conti.

Maria Saporito