Italia-Libia: primo sgambetto di Fli all’esecutivo

Lo ‘scherzetto’ di ‘Futuro e Libertà’ è arrivato prima del previsto. Il governo è infatti stato battuto alla Camera nelle votazioni sulla revisione del trattato di amicizia tra Italia e Libia.

Dopo la rottura sancita da Gianfranco Fini alla convention di Fli a Bastia Umbra, i fedelissimi del presidente della Camera hanno votato oggi con l’opposizione su un emendamento alla mozione che impegna l’esecutivo a rivedere il trattato di ”amicizia” con la Libia. Una sorta di ‘prova di forza dimostrativa’, quella messa in atto da Fli che lancia, così, un forte messaggio di minaccia al governo e al premier Silvio Berlusconi in primis.

L’esecutivo è stato battuto in Aula a Montecitorio con 274 voti a favore e 261 voti contrari all’emendamento presentato da Matteo Mecacci, deputato dei Radicali del gruppo del Pd. Decisivi, dunque, i voti di Futuro e libertà, che ha votato con l’opposizione.

Ad esprimere le più forti perplessità sull’emendamento Mecacci era stato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. L’emendamento presentato dal deputato radicale chiede, infatti, di inserire nel trattato Italia-Libia la ratifica della convenzione Onu sugli immigrati, particolare non gradito all’esecutivo.

“L’azione del governo si muove in linea con l’accordo firmato tra l’Unione europea e la Libia lo scorso 24 ottobre, e la ratifica della convenzione Onu non è stata richiesta dall’Unione europea alla Libia. Sarebbe un di più”, aveva spiegato il sottosegretario. Ad annunciare il sostegno di Fli era stato invece Benedetto Della Vedova, giudicando “condivisibili” le finalità dell’emendamento.

L’emendamento richiede all’esecutivo di ”impegnarsi a rivedere il trattato di amicizia con la Libia alla luce di quanto accaduto recentemente, a chiarire i termini degli accordi relativi ai pattugliamenti congiunti in corso, in particolare per quanto riguarda la catena di comando e le regole d’ingaggio, incluso l’uso delle armi durante tali operazioni; ad attivarsi, sia attraverso i contatti bilaterali con Tripoli, che a livello internazionale, per ottenere che la Libia riconosca i confini marittimi sanciti dal diritto internazionale e consenta ai pescatori siciliani di pescare legalmente in acque internazionali senza il rischio di subire attacchi armati o il sequestro dei pescherecci; a sospendere la politica dei respingimenti dei migranti in Libia, anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, dato che tale politica viola sia il principio fondamentale di non respingimento (non-refoulement) previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1951 (ratificata dall’Italia nel luglio 1954) e considerato un principio di diritto internazionale generale, sia il pieno accesso alle procedure di asilo nell’Unione europea”.

Raffaele Emiliano