Masi: Saviano sbaglia e Santoro potrebbe non tornare a gennaio

Su di lui pende una richiesta di dimissioni pesante, quella che i giornalisti iscritti all’Usigrai formalizzeranno oggi attraverso un referendum, ma il direttore generale della Rai, Mauro Masi, non sembra preoccuparsene troppo: “Rispondo al cda e all’azionista – ha spiegato il numero uno di viale Mazzini in un’intervista a “La Repubblica” – ma i giornalisti devono sapere che ho due obiettivi: il risanamento dei conti, già avviato, e rendere effettivamente pluralista la Rai“.

Sul programma andato in onda ieri sera su Rai3, in cui un incontenibile Roberto Benigni ha ironizzato anche su di lui, ha congelato ogni commento: “L’ho seguito solo a tratti – ha detto il dg – È una trasmissione articolata, voglio rivederla per dare un giudizio compiuto”. Ma a Roberto Saviano, che ha rimarcato la tesi secondo la quale la dirigenza Rai avrebbe tentato in ogni modo di ostacolare la messa in onda di “Vieni via con me“, Mauro Masi ha risposto: “Se insiste su questo sbaglia“.

Non sono un censore – ha insistito il dirigente Rai – non ho mai messo il bavaglio a nessuno. Voglio essere giudicato sui fatti e i fatti dicono che tutte le trasmissioni sono in onda. Ma tutti dovrebbero rispettare le stesse regole”. Primo tra tutti, Michele Santoro, con il quale il dg sembra aver ingaggiato un braccio di ferro infinito. Alla domanda se continueremo a vedere “Annozero” anche a gennaio: “Non è detto – si è smarcato Masi – Non escludo nulla e anche Santoro, che è sempre imprevedibile, non esclude nulla”.

“Con lui – ha continuato il direttore di viale Mazzini – avevamo avviato una trattativa utile per tutti. La Rai poteva recuperare uno spazio editoriale che Santoro occupa grazie a due sentenze uniche nel mondo civile, ma penso anche nella galassia più sperduta. Roba da extraterrestri. Allo stesso tempo – ha precisato – l’azienda poteva usare la professionalità di Michele in altro modo”.

Quanto alla necessità di far quadrare i conti, indiscutibilmente in rosso, il direttore generale della Rai ha ammesso l’urgenza di stingere la cinghia: “Ci sono sprechi da eliminare – ha detto – e abbiamo già iniziato. Faremo una riflessione molto seria anche sui diritti sportivi. Certe cifre folli non possiamo permettercele. Una partita della nazionale, che pure il servizio pubblico deve seguire, costa ormai parecchi milioni e noi – ha spiegato Masi – siamo alle prese con un risanamento che punta a mantenere i livelli occupazionali. Tra una partita dell’Italia e i posti di lavoro – ha concluso – io scelgo i posti di lavoro“.

Maria Saporito