Netanyahu: avanti con le costruzioni a Gerusalemme est

Nuove prospettive conflittuali per il Medio-Oriente. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu dichiara che il progetto per la costruzione di 1300 unità abitative a Gerusalemme est andrà avanti. Un annuncio che desta polemiche con la Palestina.

Non faremo passi indietro” dice Netanyahu in visita a Washington per un tour ufficiale degli Stati Uniti. Parole pesanti che scatenano l’immediata reazione palestinese. “Pensiamo che il presidente israeliano sia andato in America per fermare i tentativi di dialogo, è determinato a distruggere ogni opera per la pace” scrive in un comunicato Saeb Erekat negoziatore della Palestina. Un botta e risposta che non aiuta la triste situazione in cui il Medio-Oriente da anni sta vivendo.

Il piano di realizzazione di edifici a Gerusalemme est è stato approvato il quindici ottobre scorso. Questo territorio è attualmente occupato dagli israeliani e, i palestinesi ne rivendicano la legittimità. Critiche a questo progetto vengono dal segretario dell’Onu Ban Ki Moon, che in una nota esprime “preoccupazione per il lavoro di pace fin ora fatto”. Se questo scenario andrà avanzando, a poco sono servite le opere di mediazioni eseguite da più parti. “Se non verrà raggiunto un accordo, i palestinesi non conosceranno la pace e gli israeliani non potranno sentirsi sicuri con i loro stati vicini” aveva detto Barack Obama. Sotto la supervisione americana agli inizi di settembre erano iniziate una serie di colloqui con i due stati, con la promessa di renderli regolari. Entusiasmi da entrambe le parti e soddisfazione di Hilary Clinton.

Oggi la notizia di Israele di voler continuare nella sua direzione. La Palestina non vuole cedere con la Comunità internazionale costretta a fare sforzi per una soluzione quanto più condivisa.

Matteo Melani