Petrolio nel 2035 a 113 $ al barile ed ancora fonte principale

La domanda mondiale di petrolio, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), crescerà del 18% entro il 2035.

Il prezzo di un barile dovrebbe salire a 113 dollari e la domanda di carburante a 99 milioni di barili al giorno.

Almeno la metà dell’aumento sarà dovuta all’impennata di domanda proveniente da Cina e India, mentre nei Paesi Ocse si dovrebbe registrare un calo di richieste pari a 6 milioni di barili.

Anche energie rinnovabili e nucleare dovrebbero registrare un forte incremento di richieste, soprattutto alla luce degli accordi dei Governi in merito al contrasto ai cambiamenti climatici.

Le fonti alternative rappresentano un passaggio obbligato per ridurre le emissioni di CO2.

La domanda globale di energia nel periodo 2008-2035, per l’Aie, aumenterà di circa il 36%, da 12.300 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio a oltre 16.700 milioni, tenendo conto di un tasso di crescita medio annuo dell’ 1,2% rispetto al 2% registrato negli ultimi 27 anni (dalla prima crisi petrolifera).

Considerando, invece, l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2° centigradi la crescita dovrebbe muoversi intorno allo 0,7% annuo.

Al di la dello scenario prevalente e delle reali intenzioni dei Grandi del Pianeta nel portare avanti gli accordi abbozzati a Copenaghen, petrolio, gas naturale e carbone restano le fonti principali di energia anche nel 2035, anche se con una diversa distribuzione tra di essi nella domanda globale.

La domanda di combustibili fossili nel suo complesso rappresenterà più del 50% della domanda totale di energia.

Il petrolio, come anticipato, resterà la fonte principale, ma con una riduzione al 28% del 2035 dal 33% del 2008. Riduzione sulla quale incideranno prezzi elevati e misure istituzionali mirate a conseguire l’efficienza energetica.

Per il carbone è prevista una crescita della domanda fino al 2020 ed una sua flessione nei quindici anni successivi.

In aumento costante il consumo di gas, dato il suo minor impatto ambientale.

Il nucleare dovrebbe passare dal 6% del 2008 all’8% del 2035, mentre la quota delle energie rinnovabili sulla domanda complessiva di energia primaria raddoppierà dal 7 al 14%.

Marco Notari