Renato Zero: in vendita i suoi album tolti dal mercato

Renato Zero ha voluto festeggiare il suo sessantesimo compleanno così, rendendo disponibili a sorcini e non solo i dischi meno reperibili sul mercato della sua longeva carriera, che ha collezionato successi per più di trent’anni.

Alcuni dischi del cantante infatti, per stessa volontà dell’artista non vennero più pubblicati dopo la loro prima uscita: si tratta degli album Tregua (1980), Artide Antartide (1981), Via Tagliamento 1965/1970 (1982) e il più recente live Prometeo (1991), disponibile per pochissimo tempo e mai più ristampato e al cui interno si trova l’inedito Spalle al muro che portò Renato Zero al secondo posto al Festival di Sanremo del 1991.

Gli album adesso sono stati rimasterizzati e ripubblicati con l’obiettivo di rendere reperibile da tutti la discografia completa del cantante. È già possibile acquistarli nei negozi di dischi mentre saranno disponibili su iTunes e sugli altri canali digitali a partire dal 26 novembre.

“Fui saggio ad esigere da me e dai miei ‘collaboratori’ quell’autonomia indispensabile a farmi vivere sereno – ha spiegato il cantante –. Una condizione apprezzata anche dalle mie opere che evitarono cosi’ di venire abusate. Senza controllo ne’ regole. Renato Zero è sopravvissuto, così, alla ‘spremitura selvaggia’, all’impietoso ‘bagno sacrificale’ delle compilation (tranne una, mai autorizzata, e, per questo, fatta ritirare dal mercato da un giudice). Oggi la mia discografia si può considerare ‘salva’! La ritroveremo integra e prepotentemente ancora disponibile ‘in vetrina’, per il piacere di chi, a suo tempo, si perse un tale vantaggio (proprio oggi ho licenziato la modestia)!”.

E ha aggiunto: “Renato c’era. Renato c’e’. E se Dio vuole, è ancora lì ‘sullo scaffale’. Ancora fragrante. Ringrazio voi tutti per aver dato aria ai miei pensieri. Alle mie parole. Alle mie armonie. Grazie soprattutto per avermi ‘cantato sempre’: d’estate e d’inverno. Nella gioia e nella tristezza. Ma, soprattutto, grazie per avere compreso il mio bisogno di sentirmi…vivo!”.

Martina Guastella