Renzo Gattegna: la Chiesa non citi la conversione degli ebrei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:18


“Chiediamo un’aperta dichiarazione di rinuncia, da parte della Chiesa, a qualsiasi manifestazione di intento rivolto alla conversione degli ebrei”, annuncia Renzo Gattegna.

Il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane rilancia sulla questione ancora aperta circa la “liturgia del venerdì che precede la Pasqua“. Con un articolo pubblicato oggi sull’Osservatorio Romano, si cerca di stemperare i toni sempre tesi della questione, per secolo oggetto di scontri per i riferimenti in preghiera agli ebrei, nonostante le modifiche apportate qualche decennio fa.

Lo scorso anno il ripristino della Settimana del dialogo ebreo-cattolico aveva fatto sperare in un ritorno alla pace, salvo l’annullamento nel 2010.

Il pezzo scritto per l’Osservatorio, Un futuro di amicizia, verte anche sulla polemica di Sotto il cielo di Roma, contestata fiction mandata in onda dalla Rai, e che secondo Gattegna avrebbe riaperto “l’animato dibattito che è in corso da circa cinquant’anni sul comportamento tenuto dal papa Pio XII nei confronti del nazismo in generale e in particolare durante l’occupazione di Roma nel periodo 1943-1944”.

La verità storica è l’unica chiave di svolta per il presidente, “gli ebrei non vogliono intervenire”, spiega, e restando nel tema della polemica al film tv, conclude “sarebbe di fondamentale importanza proseguire e completare il lungo e difficile lavoro di ricerca negli archivi, che certamente non può essere svolto in tempi brevi, né può essere trattato con rigore scientifico da una fiction televisiva”.

Per il presidente dell’Ucei, è possibile un ritorno al dialogo dalla revisione della preghiera del Venerdì Santo, intervento visto come “un segnale forte e significativo di accettazione di un rapporto impostato sulla pari dignità e sul reciproco rispetto, condizioni indispensabili per un futuro di amicizia e solidarietà, le stesse di cui tanti cattolici dettero prova quando, a rischio della propria vita, salvarono migliaia di ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio”.

Carmine Della Pia

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