Sarah Scazzi: compatibile l’arma del delitto, tracce della cintura su vittima


La cintura di cuoio con cui è stata strangolata Sarah Scazzi risulta compatibile con la dinamica e le tracce lasciate sul collo della quindicenne. Si cercheranno, nelle prossime ore, tracce organiche o impronte, in particolare quelle di Sabrina Misseri.

Quest’ultima saprà, in mattinata, le sue sorti: fuori o dentro il carcere?

Gli esami dei Ris portano le indagini ad esiti positivi già da qualche giorno, così una delle 49 cinture di cuoio di Michele Misseri è risultata compatibile con le eventuali dinamiche dell’omicidio.

Venerdì scorso lo zio di Sarah, inizialmente reo confesso come unico esecutore del delitto, aveva incolpato sua figlia Sabrina: “L’ha uccisa mia figlia, ha strangolato Sarah con una cintura”. Aveva fatto trovare anche l’arma del delitto, nascosta nel bagagliaio dell’auto di Cosima, sua moglie.

I primi rilievi mostrano compatibilità con le tracce sul collo della vittima, per cui sembra che almeno uno dei principali passaggi dell’omicidio dovrebbe essere chiuso.

In giornata, Cosima Serrano ha fatto visita a Michele in carcere. “Mi ha portato qualche straccio pulito”, avrebbe detto l’uomo, in seguito al colloquio che, stando ad indiscrezioni, è risultato alquanto drammatico. I due avrebbero parlato in dialetto, ma Cosima non ha fatto riferimento alla posizione di Sabrina.

I legali della ragazza, prima accusata di essere complice dell’uccisione di Sarah, poi unica responsabile, sono pronti ad usufruire di tutti i mezzi a propria disposizione per difendere colei che si professa, nonostante tutto, completamente innocente. La strategia difensiva, a poche ore dal ricorso in cassazione, prevederà l’utilizzo di numerosi testimoni a favore della Misseri e le prove per le quali Michele sarebbe una fonte completamente inattendibile e non genuina.

La cugina ventiduenne di Sarah è in carcere dal 15 ottobre con le accuse di concorso in omicidio e sequestro di persona, e solo domani, dopo quasi un mese, riuscirà ad esprimere le proprie ragioni fornendo dichiarazioni spontanee.

Carmine Della Pia