Serie A: top e flop della 10a giornata

Nella decima giornata si consuma il derby con Ranieri che continua la sua tradizione e porta a casa il terzo derby su tre disponibili: la Lazio perde la sua seconda gara in campionato dopo la prima persa con la Sampdoria, sempre per 2 a 0. Restano comunque in vetta i biancocelesti inseguiti ora però dal Milan a soli 2 punti: rallenta l’Inter e la Juventus rosicchia punti. Vediamo però ora chi sono i veri protagonisti, in negativo e positivo, di questa giornata.

Sul podio dei top di NewNotizie troviamo:

1) Cavani, che per le statistiche diventa migliore di Maradona. Con una doppietta stende il Parma e regala al Napoli la possibilità di rosicchiare punti alla Lazio e tenere il passo della Juventus. Già ad otto goal dopo nove giornate di campionato, l’attaccante dell’Uruguay punta al suo record stagionale fissato a 14 col Palermo due anni fa. Obiettivo più che raggiungibile a questo ritmo.

2) Caracciolo e il suo goal all’Inter. Regge tra Samuel, finchè regge anche l’argentino, e Lucio creando una lotta tra tre colossi. Riesce a fare reparto da solo e sicuramente lascia a bocca aperta chi pensava che l’Inter avrebbe asfaltato le Rondinelle senza troppi problemi.

3) Di Vaio. In due minuti stende il Lecce e fa riprendere il Bologna che pericolosamente se ne stava in zona retrocessione. Segna il goal dell’1 a 0 e regala l’assist per il raddoppio. Negli ultimi anni è sempre stato presente e mai è venuto meno al suo dovere.

Sul podio dei flop di NewNotizie troviamo:

1) Robinho, che pensandosi Inzaghi si lascia andare ad attacci di saccenza dinanzi la porta del Bari e sbaglia nitidissime e facilissime palle goal. Nell’intero attacco del Milan bisogna sempre dare il tutto per tutto per non perdere il posto, ma a quanto pare il brasiliano domenica non ne era tanto convinto.

2) Milito. Oramai l’epoca de Il Principe è finita, se mai era iniziata: lamentarsi per il non inserimento nella lista dei candidati al Pallone d’Oro non ha più senso. L’attaccante argentino dopo l’ottima annata della stagione scorsa si è spento già nel mese di Giugno e non dà cenno di miglioramenti.

3) Gli striscioni del Ferraris per Cassano. La tifoseria doriana pare essersi dimenticata del campione che ha permesso all’organico di fare il salto di qualità, di tornare nell’Europa che conta e di diventare la quarta squadra del campionato la scorsa stagione: soltanto due piccole scritte che invitavano Garrone a fare pace col barese, poi il nulla. Il silenzio totale. Ignavi.

Mario Petillo