A cosa punta davvero Futuro e Liberta?

Fino ad ora abbiamo assistito ad un lungo braccio di ferro tra Fini e Berlusconi, fin dal luglio scorso, mese indicato da Fini come invito a lasciare il posto di Presidente della Camera.

Da luglio si è aperta una battaglia all’interno del Pdl, partito che secondo Fini non esisteva più da tempo.
Frecciatine poi su temi scottanti come la riforma della scuola, il federalismo fiscale tanto caro alla Lega, l’immigrazione, la lotta all’evasione, fino alla prossima manovra finanziaria.
Le idee di Fini sono piaciute a molti deputati del Pdl, che hanno iniziato un flusso verso il nuovo partito capitanato dai cavalieri di Fini, Granata e Bocchino a cui hanno fatto seguito molti altri. Riguardo a ciò è sempre Granata ad essere più critico “Dopo il ritiro c’è o l’interim o la sostituzione. In entrambi i casi si apre un percorso molto difficile per il governo. Ci sono all’orizzonte almeno tre o quattro provvedimenti su cui potrà cadere, a iniziare dalla vicenda di”.

Berlusconi, stufo di questi flussi verso il nuovo movimento, pone la fiducia sui famosi cinque punti a lui cari, e la incassa, ma con qualche preoccupazione in più.
I media, i sondaggi, i giornali ormai non parlano d’altro, è inutile far finta di niente, il partito di Fini esiste a allarga il suo peso all’interno della maggioranza.
Si inizia a parlare, senza alcuna certezza di Berlusconi al Quirinale, di Fini come leader del centro-destra, ma c’è chi subito smentisce.

“Berlusconi al Quirinale sarebbe una mossa del tutto inaccettabile per l’elettorato di Futuro e Libertà. Dai giovani come dai meno giovani» , spiega Gianmario Mariniello, direttore del sito di Generazione Italia e astro nascente dei giovani di Fli. «Basta pensare al boato con cui è stata accolta la richiesta di dimissioni per Berlusconi da parte di Fini a Perugia».

“Né io né la stragrande maggioranza degli italiani lo riteniamo essere la persona più adatta al Quirinale», afferma Carmelo Briguglio, uno dei “falchi” di Fli. che spiega: “Pensiamo che non sia adatto non solo per le ultime vicende ma anche per l’incapacità di Berlusconi di liberarsi del suo ruolo di imprenditore – dunque del conflitto di interessi – e della sua posizione di eterno imputato”.
Dello stesso parere Benedetto Della Vedova, che aggiunge che “anche da parte dello stesso Berlusconi sarebbe improprio accettare l’incarico”.

Fabio Granata
aggiunge meramente una posizione personale di un intellettuale che è totalmente fuori dalle dinamiche politiche”. Una ipotesi, aggiunge il membro della commissione Antimafia, che “non è mai stata nemmeno presa in considerazione”. Granata, al solito, si spinge poi oltre: “Noi vogliamo costruire un altro centrodestra, con altri valori. E dunque in prospettiva non c’è alcuna possibilità di alleanza con un Pdl ancora legato a Berlusconi”.
Berlusconi secondo i finiani quindi, non sarà mai presidente della Repubblica, il loro obiettivo sarebbe chiaro, ultimatum con dimissioni del premier, e conseguente ingresso dell’Udc nella compagine governativa, oppure ritiro della delegazione di Fli dal governo.

Nemmeno una eventuale sfiducia è radicalmente esclusa dallo scenario: “Vedremo nelle prossime settimane”, risponde Valditara. “Attendiamo una risposta ufficiale del presidente del Consiglio. Dal giorno dopo, valuteremo”, conclude Briguglio.

La partita è molto preoccupante quanto seria per il futuro della politica italiana.
Anche se ora l’opposizione a Berlusconi sembra molto divisa, Udc da sola, problemi tra Idv e Pd, la ricomparsa di Vendola, la mancanza di un leader nel Pd, insomma, è ancora tutto da vedere.

Matteo Oliviero