Finanziaria: Prestigiacomo infuriata per i tagli all’ambiente

Non sembra esserci pace per l’attuale governo. Dopo la mossa di Fini che potrebbe a breve aprire una vera e propria crisi di governo, ecco farsi sempre più concrete anche le divergenze interne tra i diversi dicasteri. Questa volta è il turno del ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, letteralmente infuriata con Giulio Tremonti per i tagli ambientali previsti nella manovra finanziaria. Una decisione che ha lasciato perplessa la Prestigiacomo, consapevole che con le irrisorie risorse messe a disposizione per il suo ministero, qualsiasi politica ambientale rischia di non vedere la luce.

A parlare chiaro sono proprio i numeri che danno un’idea ben precisa della consistenza dei tagli alle risorse per l’ambiente. Con ”il 60% di tagli per l’ambiente è una scommessa persa”. Queste le amare parole pronunciate dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante la cerimonia di premiazione di un concorso di educazione ambientale, tenutosi nella giornata di ieri al Quirinale alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

”Per tutelare l’ambiente – ha poi sottolineato la Prestigiacomo – occorre crederci e scommettere sul domani. E non si scommette sul domani sacrificandolo, questo non si può fare. E’ una scommessa persa in partenza”. Se tagliamo, ha poi aggiunto il ministro, ”in modo indiscriminato le risorse all’ambiente rendiamo quasi impossibile questa missione”. In chiusura, c’è spazio comunque per una speranza: ”spero possa essere invertita la tendenza che porti l’ambiente ad essere centrale nell’agenda di governo e non residuale”.

Difficile che la questione ambientale possa interessare un governo deciso ad intraprendere nuovamente la strada dell’energia nucleare. In chiusura, il ministro Stefania Prestigiacomo ha poi salutato i giovani intervenuti alla premiazione del concorso “Immagini per la terra”, dichiarando la sua ferma volontà e il suo impegno volto a proteggere ”il loro futuro per una terra più pulita di cui sarò paladina”.

Di Marcello Accanto