L’ex direttore dell’Economist boccia Silvio e Nichi

“Oggi, in Italia fra il 2010 e 2011, è possibile cambiare il corso della politica. Tutti i partiti dovrebbero essere ottimisti e pensare a un’alterativa, lanciare un messaggio chiaro senza pensare sempre e solo all’avversario”. Ad affermarlo è Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, che in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” ha aggiunto: “Credo che l’era di Silvio Berlusconi sia agli sgoccioli. È tempo di pensare al futuro”.

Il giornalista britannico ha appena consegnato alle stampe il suo ultimo libro: “Forza, Italia. Come ripartire dopo Berlusconi“, nel quale scatta un’istantanea lucida e severa del Bel Paese. A partire dalla politica: “Dopo la Prima Repubblica – ha spiegato Emmott – l’idea che si dovesse creare un sistema bipartitico ha portato alla creazione di due poli insostenibili: a destra ha generato la coalizione delle contraddizioni del Nord e del Sud, della destra liberale contro quella conservatrice e, nonostante, il successo elettorale – ha aggiunto – il governo ha dimostrato di non avere un programma preciso”.

“Per questo – ha continuato l’ex direttore dell'”Economist” – sta cadendo a pezzi, che si parli di Casa o Popolo della Libertà. Dall’altra parte il Pd è una creazione artificiale e simmetrica basata sull’idea che il Paese debba avere un contraltare di sinistra a vocazione maggioritaria. Ma l’Italia – ha precisato il giornalista – non si esaurisce nel bipolarismo”.

Neanche Nichi Vendola, da molti salutato come il più papabile “salvatore della Patria” in un’ipotetica era post-berlusconiana, lo convince del tutto: “Vendola, che ho conosciuto, è un uomo di lotta e carismatico – ha premesso – che in Puglia ha ottenuto un grande successo. È riuscito a volgere a suo vantaggio il duplice stigma dell’essere gay ed ex comunista. Vuole essere progressista e innovatore, ma a livello nazionale – ha notato Emmott – l’immagine stride“.

“Supporta la Fiom e gli operai di Pomigliano d’Arco – ha continuato – dunque, apparentemente, è contro la modernizzazione del processo lavorativo; inoltre è contro la Tav Torino-Lione e non mi è chiaro se per ragioni ecologiste o anticapitaliste. È l’uomo dei sogni – ha tagliato corto il giornalista straniero -ma senza agenda chiara”.

E su Silvio Berlusconi: “Sapevamo già che fosse un playboy – ha detto l’ex direttore dell'”Economist” – e dopo la pubblicazione delle foto del caso D’Addario ci aspettavamo altri scandali. Ma ha dato l’impressione di avere perso il criterio per valutare l’affidabilità delle persone di cui si circonda e di non saper controllare cosa accade intorno a lui. E l’idea che un primo ministro chiami in Questura per una minorenne e dica agli ufficiali che è la nipote di Mubarak – ha concluso Emmott – è semplicemente scioccante”.

Maria Saporito