Noi credevamo: il Risorgimento di Martone distribuito in 30 copie, è polemica


È polemica per il film di Mario Martone sul Risorgimento Italiano, Noi credevamo. La pellicola, in uscita il 12 novembre, avrà una distribuzione alquanto limitata: 30 copie.

Il sempiterno dibattito sul cinema di qualità che, automaticamente, si trasforma in film di nicchia e, al contrario, pellicole commerciali, che attirano il consenso degli esercenti e il pubblico in sala si è insinuato immediatamente nella contestazione.

Ispirato al romanzo di Anna Banti, Noi credevamo vanta la partecipazione di un cast di tutto rispetto: Luca Zingaretti e Toni Servillo e Luigi Lo Cascio, solo per citare i più grandi.

Il Risorgimento ritratto da Mario Martone vuole essere esercizio didattico, più che ricostruzione storica, affinchè anche i giovani si avvicinino alla storia del nostro Paese. Dell’ignoranza popolare sull’argomento, il regista napoletano ne aveva disquisito anche sul lido di Venezia, quando presentava ad una platea calorosa il film: “La maggioranza di noi non sa nulla su com’è nata l’Italia, ma sa tutto su come sono nati gli Stati Uniti grazie ai film western”.

La pellicola, distribuita da 01 Distribution, sarebbe un mezzo, quindi, per celebrare in film il 150/mo anniversario dell’Unità d’Italia e, al contempo, per educare le nuove generazioni. Desiderio che, per il regista, si starebbe trasformando in occasione mancata: la distribuzione in sole 30 copie farà di Noi credevamo il film storico d’elite amato dalla critica e snobbato dal pubblico?

Staremo a vedere, intanto la Rai ha finanziato il film con 3 milioni di euro, e l’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, ha affermato alla stampa: “La Rai ha contribuito al finanziamento del film con 3 milioni di Euro, dimostrando anche con questo di credere in un’opera che riteniamo necessaria e di alto valore artistico. 01 Distribution non possiede sale cinematografiche, e pertanto le uscite sono frutto di contrattazione con gli esercenti. Siamo totalmente consapevoli che le difficoltà di divulgare opere di alto valore culturale e qualitativo non sia un buon segnale per la cultura, né per l’industria culturale. Ma certamente nulla può essere addebitato a Rai Cinema che, nei suoi 10 anni di vita, ha contribuito a realizzare oltre 300 film italiani privilegiando, sempre, il cinema di qualità e che ha sempre sostenuto il cinema italiano, come testimoniano gli oltre 43 milioni di biglietti venduti per i film italiani distribuiti in questi anni da 01 Distribution”.

Nella foto, una scena dal film.

Carmine Della Pia