Ruby Rubacuori gate, Di Pietro: “Scorte per le escort”

ruby rubacuori

L’onda lunga del Bunga Bunga, di Ruby Rubacuori e Nadia Macrì continua a manifestarsi. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, non ha accantonato nulla e ha riproposto la questione. Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite, quella legata alla giovane marocchina (vero nome: Karima) non è assolutamente una vicenda di gossip, ma qualcosa di gravità inaudita, di cui sia il capo del governo Berlusconi, sia il ministro dell’Interno Maroni, devono rendere conto e trarre le dovute conseguenze.

Le ultime notizie che giungono da Milano hanno dato linfa al numero dell’Italia dei Valori. Il quale adesso parla di “golpe”. “Infatti, pochi giorni fa in Parlamento ha mentito il ministro Calderoli e adesso si scopre che a ingannare le Camere è stato anche il ministro degli Interni Maroni. La pm del tribunale dei minori, Annamaria Fiorillo, che avrebbe dovuto decidere cosa fare con la minorenne marocchina Ruby, mentre il premier tempestava di telefonate la questura di Milano chiedendo che venisse liberata, si è rivolta al Csm, perché le cose non sono affatto andate come ha raccontato alla Camera e al Senato il ministro Maroni. Ha fatto benissimo – ha detto Antonio Di Pietro – a rivolgersi al Csm perché venga fatta luce su un caso che è già scandaloso, increscioso e imbarazzante”.

Per il leader dell’Idv la vicenda potrebbe rivelarsi “addirittura peggiore” di quel che già è, se si scoprisse che il ministro, responsabile della sicurezza dei cittadini, ha preso in giro il Parlamento e l’intero Paese “per difendere i comportamenti indifendibili del suo premier“.

L’ex magistrato, facendo riferimento a un’inchiesta giornalistica della settimana scorsa, ha posto il problema dell’utilizzo delle scorte. Di Pietro vuole sapere se davvero gli uomini della sicurezza abbiano fatto da tassisti alle escort.

G. M.