Aung San Suu Kyi, Corte conferma arresti domiciliari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:47

ICMPAAltre nubi sulla Birmania. La Corte di giustizia non revoca gli arresti domiciliari per Aung San Suu Kyi. Una decisione approvata oggi che ancora una volta, fa riflettere l’occidente. La dissidente democratica deve scontare una pena di 18 mesi.

In queste ore però, tante sono le voci secondo cui la donna sarà liberata sabato prossimo. Intanto la prigioniera politica è dal 1995 agli arresti domiciliari.Da sempre vicina alle posizioni del Mahatma Ganhdi, nel 1988 fonda la Lega per la Democrazia. Contraria al regime militare, nel 1990 vince le elezioni ma la tornata viene data nulla dal governo. L’anno dopo vince il Nobel per la pace e dal 1995 è ai domiciliari. Per questa ragione, è giustamente considerata una voce massima per la pace e i diritti umani. Nel 2009 viene processata per violazione al provvedimento domiciliare, poiché aveva incontrato un attivista cattolico. Quindi viene condannata a 18 mesi di carcere, da scontare a casa sua.

La sua vicenda ha fatto il giro del mondo. Molte le manifestazioni per il suo rilascio. “La decisione è assolutamente sbagliata” dice Nyan Win, avvocato di Aung San Suu Kyi. “Questo caso dimostra il cattivo stato della giustizia nel nostro paese”. Già nei giorni precedenti le elezioni politiche, si pensava che la militante sarebbe potuta tornare in libertà. Così non è stato e tuttora, è in misura cautelare. Si prevedono ulteriori mobilitazioni delle istituzioni e organizzazioni internazionali.

Matteo Melani

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!