Black out della cultura contro i tagli del governo

Il mondo della cultura si prepara domani, venerdì 12 novembre, a una giornata di black out, per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica nazionale e internazionale sulle pesanti conseguenze che i tagli del governo causeranno su tutto il settore.

Mostre, biblioteche, siti archeologici, monumenti, sedi espositive, manifestazioni e spettacoli sospesi ventiquattro ore, per riaffermare e promuovere il valore della cultura, una ricchezza troppo spesso dimenticata e svalutata.

La manifestazione, che raccoglie l’adesione di numerosi enti locali, fondazioni e istituzioni civiche di tutta Italia, non si ferma nonostante l’apertura dimostrata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, martedì scorso, nel corso di un incontro a Roma con i rappresentanti di Federculture e dell’Anci, in merito alla finanziaria. Quest’ultima, infatti, impone il taglio dell’ottanta per cento delle cifre impiegate nel 2009 per le spese di rappresentanza, la riduzione dei consigli di amministrazione delle aziende partecipate e lo scioglimento delle società strumentali ai comuni con meno di trentamila abitanti.

«Tremonti ha compreso che le norme che contestiamo non comporterebbero un risparmio ma un danno per il fisco», ha dichiarato Roberto Grossi, presidente di Federculture. «L’impegno che ha preso è di sospendere per un anno, nell’ambito del decreto ‘Milleproroghe’, l’applicazione delle norme e di attivare un tavolo tecnico per approfondire i singoli punti. Se la ricognizione confermerà che non ci saranno aggravi per lo Stato, l’impegno è di giungere a una sostanziale modifica dei provvedimenti».

Valentina De Simone