Bonus 55% per l’efficienza energetica degli edifici: cercasi proroga

Il 31 dicembre 2010 scade il bonus riguardante la detrazione Irpef del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici e il maxiemendamento del Governo alla Legge di Stabilità 2011 presentato in Commissione Bilancio alla Camera non fa alcun riferimento ad una sua eventuale proroga.

Il provvedimento economico-finanziario, anzi, contiene misure per lo sviluppo per circa 5,5 miliardi di euro, anziché i 7 inizialmente auspicati, e nei tagli sarebbe finito anche il bonus per la detrazione del 55%.

La mancata menzione del beneficio/incentivo non ha risparmiato critiche verso l’Esecutivo e da più parti si tenta di spingere a prorogare il provvedimento introdotto con la legge 27 dicembre 1996, n° 296.

Ieri sera il vice ministro all’Economia, Giuseppe Vegas aveva annunciato che “la proroga al 2011 della detrazione Irpef del 55% sulle spese per l’efficientamento energetico degli edifici non trova spazio nella Legge di Stabilità” .

Il vespaio di polemiche, anche aspre, sollevatosi attorno ai tagli sembra aver prodotto qualche ripensamento: oggi pomeriggio, Marco Milanese (Pdl), consigliere economico del ministro Tremonti e relatore alla Finanziaria, ha dichiarato che “il Governo sta pensando di inserire il bonus del 55% nel decreto mille proroghe”.

In Commissione Bilancio della Camera, infatti, è stato riammesso l’emendamento alla Legge di stabilità, presentato dal Pd a firma della capogruppo in commissione Ambiente, Raffaella Mariani, che prevede un bonus fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

La proroga del bonus del 55% era stata formalmente chiesta nei giorni scorsi dalle Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera e auspicata ieri anche da Futuro e Libertà.

Per Benedetto Della Vedova (Fli) “la misura funziona egregiamente, incentiva in modo virtuoso un settore economico importante, fa emergere il lavoro nero, con risultati straordinari in termini di risparmio energetico”.

All’inizio di ottobre, anche il sottosegretario all’Economia e Finanze, Luigi Casero, si era detto fiducioso sulla possibilità di prorogare la detrazione del 55% oltre il 2010, “magari con criteri più selettivi”, motivando anch’egli il suo auspicio con le entrate future in termini di emersione di lavoro nero e mancato versamento di imposte all’Erario che questa produrrebbe a fronte dei sacrifici necessari per sostenerla attualmente.

Ma le polemiche all’esclusione della proroga dalla Legge di Stabilità sono state e restano di ampio respiro.

Per il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (attraverso un comunicato ufficiale) il taglio del bonus del 55% e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell’Ambiente confermano l’incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una mera logica di risparmio nel brevissimo periodo”. “Questi provvedimenti contribuiranno, se possibile, a peggiorare ulteriormente le condizioni del settore edilizio, professionisti ed imprese”.

Francamente demenziale” il commento lapidario del segretario Pd Pier Luigi Bersani.

Se il Ministero dell’Economia confermerà la sparizione degli incentivi a partire da gennaio faremo sentire la nostra voce insieme a quella di molti altri. A pensarla come noi, infatti, ci sono imprenditori, costruttori e associazioni dei consumatori pronti a scendere in piazza”, ha tuonato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza.

“Com’è possibile – ha aggiunto – cancellare un provvedimento virtuoso che ha creato lavoro, permesso di ridurre le bollette energetiche, riqualificato case e edifici? Le detrazioni del 55% sono sicuramente il più lungimirante intervento di sviluppo sostenibile introdotto negli ultimi anni in Italia. Sarebbe un gravissimo errore cancellarlo e provocherebbe danni assai rilevanti per le imprese e le famiglie”.

Per Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo, si è di fronte ad  “un dietrofront inspiegabile del Governo, che rischia di mettere ulteriormente in ginocchio il sistema industriale” , mentre per Alberto Lualdi, presidente di EdilegnoArredo il bonus del 55% per la riqualificazione energetica è uno strumento di rilancio strategico per il comparto dei serramenti e per l’intero settore una scelta necessaria per riqualificare il patrimonio immobiliare italiano e ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera”.

Ma in cosa consiste la detrazione al 55% per la riqualificazione energetica?

Nella sua introduzione iniziale con la legge finanziaria 2007 (L.296/2006) l’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute entro il 2007, da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo secondo il tipo di intervento previsto.

Si tratta di riduzioni dall’Irpef e dall’Ires concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardino, in particolare, le spese sostenute per:

– la riduzione del fabbisogno energetico (riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e illuminazione);

– il miglioramento termico dell’edificio (finestre, infissi, coibentazioni e pavimenti);

– l’installazione di pannelli solari;

– la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) residenziali già esistenti, di qualunque categoria catastale,anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).

In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.

Marco Notari