Crollo Pompei: in arrivo gli ispettori Unesco

Non è passata neanche una settimana dal crollo della domus dei gladiatori di Pompei, eppure in questi giorni le polemiche sono state moltissime. Sul piano politico l’accaduto, definito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “una vergogna”, ha avuto ripercussioni non da poco. Il ministro dei Beni Culturali Bondi ha più volte ribadito di non avere nessuna responsabilità all’interno della vicenda, ma nonostante ciò il Partito Democratico si è attivato per chiedere una mozione di sfiducia ai danni del coordinatore del Pdl.

Da disastro per il patrimonio culturale quale è, il crollo di Pompei è diventato quindi in breve un caso politico. Non per questo, però, il terribile danno in sé è passato in secondo piano. Tutto il mondo ha avvertito il crollo come un fatto sconvolgente, una perdita terribile che in pochi attimi ha distrutto una parte di storia millenaria, appartenente di diritto alla cultura italiana e mondiale. Proprio per questo motivo l’UNESCO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, dalla sua sede centrale di Parigi ha annunciato che entro la fine del mese invierà a Pompei un’ispezione che controllerà la situazione da vicino.

Gli scavi di Pompei sono annoverati come ‘Patrimonio dell’Umanità’, inseriti nella lista Unesco alla voce Italia la quale, con 45 beni culturali e ambientali, può vantare un primato assoluto; la Spagna è infatti a quota 42, seguita dai 40 della Cina, 37 della Francia e 17 della Grecia.

L’annuncio della missione internazionale di monitoraggio è stato dato dall’architetto Francesco Bandarin, da aprile assistente del direttore generale Irina Bokova per il Centro Unesco per il Patrimonio dell’Umanità. Proprio a lui, a seguito dei fatti di Pompei, è spettata la decisione di procedere con un intervento. La delegazione, spiega Bandarin, farà «il suo dovere, che è di capire la situazione, portare l’esperienza internazionale, consigliare, criticare e accompagnare le autorità responsabili, nel massimo spirito di collaborazione e senza polemiche strumentali.» Gli ispettori dell’Unesco, quindi, non intendono assolutamente prendere parte al dibattito della politica italiana scaturito dal crollo.

Pompei ed Ercolano sono dal 1997 Patrimonio dell’Umanità. Questa designazione porta con sé delle garanzie di tutela strettamente collegate a dei vincoli precisi, che prevedono l’attuazione di piani atti alla conservazione del bene. Lo Stato, fra l’altro, deve scansare ogni possibilità di danno materiale o speculazione edilizia. In caso contrario il bene in questione viene inserito nella “lista rossa” che ne certifica lo stato di pericolo.

(Fonte il Corriere della sera)

Andrea Camillo