Dopo 26 anni riapre a Roma il Tempio di Venere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37

Dopo ventisei anni di lavori rinasce il Tempio di Venere e Roma, il monumento sacro più grande della capitale, fatto erigere dall’imperatore Adriano.

Da domani, infatti, il Tempio sarà aperto al pubblico che potrà visitarlo, tutti i giorni, nel percorso di visita del Foro Romano e Palatino.

Un cantiere lungo e complesso, iniziato a metà degli anni Ottanta, per ristrutturare le strutture preesistenti d’epoca adrianea e consolidare le situazioni a rischio, con la messa in sicurezza del podio, la ricucitura delle lastre in marmo che ornavano le celle colossali, la soluzione del problema delle infiltrazioni d’acqua e il consolidamento degli stucchi delle due semicalotte addossate, ricoperte un tempo in foglia d’oro.

«Un’apertura che ci restituisce un sito straordinario, basti solo pensare che questo è il luogo dove si collocava l’atrio della Domus Aurea», ha dichiarato la direttrice del Foro Romano, Maria Antonietta Tomei, nel corso della cerimonia di inaugurazione del  monumento avvenuta stamane, alla presenza del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro, del commissario dell’area archeologica centrale Roberto Cecchi e della responsabile del cantiere Claudia Del Monti.

«È un’opera che si colloca all’interno di un programma che sta proseguendo secondo le tappe prefissate», ha sottolineato Roberto Cecchi. «Si tratta di un programma di tutela integrato, che accanto alla fruizione porta avanti interventi concreti di tutela. Riapriamo sì dei percorsi di visita di luoghi mai aperti prima, ma mettiamo anche a punto un sistema di controllo continuo del patrimonio per mettere in opera un’operazione programmata a sostegno della tutela».

Puntualità, competenza e trasparenza nei lavori effettuati, dunque, che, anche solo per un istante, fanno dimenticare lo scempio di Pompei.

Valentina De Simone

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