Incontro Fini-Bossi: quale futuro per il governo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:55

E adesso succede che quell’Umberto Bossi, che per molti ha originato l’allontanamento tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, giunge al cospetto del presidente della Camera con un ramoscello d’ulivo in mano. La ruota gira anche in politica, rendendo malferma ogni convinzione. Il leader del Carroccio incontrerà oggi l’animatore di Fli per una faccia a faccia all’insegna della schiettezza, nel corso del quale il Senatur proporrà all’ex aennino di collaborare per trovare la quadratura a un cerchio che rischia di stringersi intorno al collo del presidente del Consiglio come un cappio.

Missione non facile, dal momento che i due interlocutori partiranno da punti prospettici assai differenti: per il ministro per le Riforme è infatti prioritario portare a casa il decreto sul federalismo e dunque salvaguardare l’attività e la tenuta dell’esecutivo (possibilmente di quello attuale), mentre per il presidente della Camera è imprescindibile dare seguito a quanto detto la scorsa domenica a Perugia, quando ha recapitato al Cavaliere un messaggio inequivocabile: Devi dimetterti.

Come faranno ad accorciare le distanze tra le loro posizioni? In molti prevedono che a cedere sarà alla fine Umberto Bossi, il quale pur di non deludere gli elettori a cui ha promesso l’imminente avvio del federalismo, potrebbe alla fine aprire all’ipotesi di accogliere in un nuovo governo (Berlusconi-bis?) anche l’Udc di Casini.

Intanto all’interno di Fli si registrano “umori” differenti. Per Fabio Granata l’incontro di oggi tra Fini e Bossi si tradurrà in un “nulla di fatto”: “‘Domani (oggi per chi legge, ndr) – ha annunciato – probabilmente subito dopo l’incontro tra Fini e Bossi, se non succede nulla di nuovo, e non succederà nulla di nuovo, ritireremo la delegazione al governo“.

Bossi è forse il solo che può mediare – ha invece notato Enzo Raisi, altro finiano doc – perché non può certo andare ad elezioni senza avere il federalismo. Quindi ha un forte interesse a mediare. Vediamo che margine ha”.

Previsioni in attesa di conferma che disegnano scenari quanto mai distanti. Tutti potenzialmente verosimili. Intanto Silvio Berlusconi, in partenza per il G20 di Seul, avrebbe consegnato ai suoi le ultime, irremovibili istruzioni, rimarcando l’indisponiblità a rassegnare le dimissioni (come richiesto da Gianfranco Fini) e anticipando, piuttosto, l’intenzione di provvedere a breve alla sostituzione dei ministri e dei sottosegretari “finiani” che usciranno dalla squadra di governo.

Quindi chiederà la fiducia in Parlamento sulla legge di stabilità e attenderà che i nodi giungano al pettine. La maggioranza, infatti, dovrebbe definitivamente vacillare alla Camera. In quel caso il presidente del Consiglio salirà speditamente al Colle per rimettere al capo dello Stato la decisione di sciogliere le Camere. E sarà quel che sarà.

Maria Saporito


Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!