Iraq, raggiunto accordo per un governo di unità nazionale

Otto mesi dopo le elezioni elettorali, i partiti irachini sono riusciti  a raggiungere un accordo per la formazione di un nuovo governo di unità nazionale. Secondo l’accordo raggiunto, Nouri al Maliki è confermato come primo ministro e il leader curdo Jalal Talabani come presidente dello Stato, mentre la presidenza del Parlamento va al leader del Blocco Iracheno, Ayad Allawi.
Nessuno dei partiti aveva ottenuto quei 163 seggi necessari alla creazione di un governo di maggioranza, rendendo necessaria la strada del governo di unità nazionale. Ad uscire vittorioso dalle elezioni era stato il Blocco Iracheno di Allawi, con 91 seggi, mentre 89 seggi se li era aggiudicati il premier sciita Al Maliki. L’Allenza Nazionale Irachena, sciita religiosa, aveva ottenuto 70 deputati, mentre 43 erano andati ai partiti curdi.
Nonostante l’opposizione di Allawi, il premier uscente Maliki è stato riconfermato nel suo ruolo, segno evidente della crescente influenza iraniana. Il leader del Blocco Iracheno, come “premio di consolazione” ha ottenuto oltre alla Presidenza del Parlamento, anche la creazione di un nuovo Consiglio di Sicurezza per limitare i poteri del primo ministro, e l’abrogazione entro due anni della legge di de-baathificazione della pubblica amministrazione e dell’esercito. Tutta da verificare, invece, la possibilità dei partiti curdi di ottenere un referendum sul controllo della regione petrolifera di Kirkuk, reclamata a gran voce dal Kurdistan.

L’accordo raggiunto ha ottenuto l’approvazione degli Stati Uniti, “La decisione di formare un governo di unità -ha detto Tony Blinken, consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente americano Joe Biden- costituisce un grande passo avanti: abbiano sempre sostenuto che la soluzione migliore sarebbe stata quella di un esecutivo che riflettesse il risultato del voto e includesse tutti i principali partiti e blocchi confessionali, senza marginalizzare nessuno”. Solo alcuni giorni fa, lo stesso Presidente Barack Obama si era lamentato del fatto che “la formazione del nuovo governo dell’Irak sta richiedendo troppo tempo” parlando di “frustrazione per noi e per il popolo iracheno“.

(nella foto il primo ministro iracheno Al Maliki)

Annastella Palasciano