Rapimenti alieni: la storia di B.S. e i suoi risvolti psicologici

Durante una serie di sedute di ipnosi durate 8 settimane, un uomo di 33 anni, passato alla storia con l’acronimo di B.S. raccontò al Dottor W.C. McCall ed al Professor Alvin H. Lawson, alcuni episodi della sua vita alquanto strain. B.S. sosteneva infatti di essere stato rapito più volte dagli alienei, fornendo una grande quantità di dettagli sulle attività svolte dai suoi ipotetici rapitori alieni, cosa che indusse: esperimenti sugli esseri umani, colonie di cloni, e “menti superior”, in grado di controllare gli essere umani, chiamate “Host” (padroni di casa).

Entrando nei dettagli B.S. riferì ai dottori di essere stato catturato dagli alieni nel 1971 mentre stava campeggiando nel deserto dell’Arizona, tramite un raggio magico che lo avrebbe sollevato lentamente da terra fino a riportarlo all’interno di un U.F.O., dove due alieni lo avrebbero afferrato e trasportato fluttuando attraverso un lungo corridoio curvilineo fino a raggiungere una grande stanza luminosa.

B.S. sosteneva di essere stato sottoposto a test medici, e di essere stato portato in giro per l’astronave, dove avrebbe visto ampi laboratori nei quail venivano create nuovi esseri viventi, cloni, che sarebbero poi stati al servizio del “padrone di casa”. Questa “intelligenza superiore” avrebbe avuto la forma bivalente sia di un immense computer sia di un essere fetale. Gli alieni lo avrebbero poi rilasciato, del tutto vestito, nel punto esatto dove era stato rapito.

Nella seconda esperienza extraterrestre B.S. sarebbe stato stato trasportato dagli alieni in Peù, dove avrebbe preso parte ad un rituale nel famoso sito del ragno nella pianura di Nazca. B.S. Durante questa seduta sostenne anche di essere stato rapito la prima volta all’età di 16 anni, e che in quell’occasione gli alieni gli avrebbero tatuato sul corpo un ragno. Riportò anche accurate informazioni sul sistema di propulsione degli U.F.O., fornendo addirittura le formule chimiche dei composti che sarebbero stati utilizzati, ea un documento redatto in una “lingua computerizzata aliena”, ed un breve messaggio in Greco antico, che tradotto avrebbe detto “Riesco ad entrare nelle menti dell’uomo”.

Ma le vicende raccontate da B.S. cominciarono ben presto a vacillare: egli sostenne un giorno di aver trovato il disegno di un ragno in corrispondenza del sito di un suo presunto rapimento. Purtroppo per B.S. pochi giorni dopo un ragazzo testimonio’ di averlo visto tracciare il diegno di sua mano.

Dopo quest’ultimo avvenimento McCall e Lawson decisero di investigare nel passato del loro paziente, ed emersero subito una serie di fatti chiarificatorii: B.S. aveva lavorato per un fabbricante di computer ed aveva accesso a libri di chimica; aveva letto ed era rimasto fortementesuggestionato dal libro die rich von Däniken “Chariots of the Goods”, nel quale si ipotizzava un uso alineo delle linee di Nazca; un suo caro amico era uno studioso di Greco antico; come ciliegina sulla torta B.S. era stato in prigione per forde.

A fronte di queste considerazioni reali apparve chiaro che B.S. si era inventato tutto, probabilmente trasportato dalla fantasia del suo subconscio che avrebbe riportato a galla alcuni ricordi collegati alla sua nascita.

Come scrisse in seguito il Professor Lawson : “B.S. si è preso gioco di noi per un lungo periodo di tempo”. O forse credeva veramente di aver vissuto le esperienze che raccontava.

Alice Ughi