Situazione pubblicitaria Online: entrate di 1 miliardo

Chi dice che il Web 2.0 sta morendo, si sbaglia di grosso.
Gli ultimi dati IAB (Internet Advertising Board) confermano che in Italia la pubblicità online vale già un miliardo di euro. La previsione è che entro il 2014 questa dato venga triplicato dagli investimenti.

Nel prossimo triennio prevediamo un incremento del 50% del mercato della pubblicità digitale. Un forte impulso verrà dai tablet, un mercato che diventerà molto interessante. Nel mondo ne sono stati venduti 19 milioni, nel 2011 le stime parlano di 55 milioni di tablet attivi, che diventeranno 210 nel 2014“, ha dichiarato il Presidente dello IAB Roberto Binaghi, “uno dei problemi del mercato però è legato alla risicata diffusione della banda larga. Il settore della pubblicità online è infatti “ancora molto concentrato, e gli investitori si muovono con poca continuità e costanza. Non a caso l’e-commerce in Italia pesa solo per lo 0,8% sul totale, contro il 4,9% della Francia e il 10% della Gran Bretagna. Chiaramente influisce sulla questione il fatto che più del 30% delle aziende italiane non è in Rete e il 35% delle società non ha ancora un sito.

Insomma, un’altissima percentuale di aziende, preferisce investire denaro in pubblicità Online piuttosto che su riviste cartacee. Il motivo è presto detto, siamo in un era detta del Web 2.0, ove, l’80% della popolazione mondiale è interconnessa al World Wide Web; comunica, discute su forum, blog e, come sicuramente molti di voi faranno, ricercano informazioni utili ai propri scopi personali.
Si, perché oramai, internet è entrato nella vita di tutti noi e si è insidiato con forza nelle nostre case.

Facendo un esempio stupido, quando uno accusa di una patologia, un tempo, la prima cosa che si pensava era andare dal medico; oggi invece la prima cosa che pensa la maggior parte delle persone è cercare su Internet un qualcun’altro che accusa gli stessi sintomi e capire subito a cosa siano dovuti!

Internet sta diventando un punto di riferimento per tutti noi e questo le aziende lo hanno capito benissimo.?

Alessandro Niro