Asia Bibi: la paura di diventare la nuova Sakineh

La religione come oppio dei popoli in una terra che del Papaver somniferum ne è tra le regine? Forse.

Ma anche religione come ultima ed intima consolazione per una vita passata nella povertà dei campi brullosi dove lo sguardo si perde nell’orizzonte per pochi secondi, prima di ripiombare nella solitudine del lavoro pagato nulla, della fame, dove la prospettiva più lungimirante è quella di arrivare a fine giornata, quando il sole andato via, lascia spazio al sonno e ai sogni di una esistenza diversa. Giusta.

Da chi o cosa sono popolati i sogni dei contadini dell’Ittanwali, nel Pakistan orientale?

Difficile saperlo, più probabile immaginare cosa passerà per la testa di Asia Bibi, originaria del Punjab, trentasette anni e madre di cinque figli, e destinata a diventare la nuova Sakineh.

Basterebbe già questo per intravedere la tragedia alla quale Asia potrebbe essere chiamata a recitare il ruolo di protagonista, ma raccontiamo ugualmente come sono andate le cose.

Asia Bibi appartiene alla minoranza cristiana protestante che risiede in Pakistan e così un giorno, dopo essere andata a prendere dell’acqua per delle compagne assetate, si è vista rifiutata dalle colleghe di sventura perché infedele. Fu in quel momento che, spinta da un moto d’orgoglio, Asia Bibi commise il suo imperdonabile errore: rispose all’accusa, difendendo a spada tratta il proprio credo e controbattendo: «Il mio Gesù si è fatto ammazzare per la nostra salvezza, cosa ha fatto per voi il profeta Maometto?».

Alla provocazione di Asia, le altre contadine hanno reagito con la forza, picchiandola, segregandola e infine denunciandola.

In Pakistan la legge sulla blasfemia parla chiaro: Asia deve essere impiccata.

Questo racconto dai tratti quasi di parabola evangelica quale conclusione avrà?

La religione continuerà ad essere il mezzo per un’ennesima divisione tra gli infelici di questo pianeta? Contribuirà ad acuire le pene per coloro i quali sembrano già assegnati ad un inferno terreno?

Asia Bibi questo non lo sa, ma sa che vorrebbe solo tornare ai suoi campi e alla sua disperazione quotidiana, senza il bisogno di diventare famosa per essere la nuova Sakineh.

Simone Olivelli