Call of Duty:Black ops, punti comuni e di stacco rispetto ai capitoli precedenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Ritorno in grande stile per Call of Duty. Qualche timore sulla riuscita del prodotto finale c’è stato, ma la Treyarch ha saputo stupire tutti mostrando una forte personalità, senza distruggere ciò che di buono aveva fatto precedentemente l’Infinity Ward.

Tralasciando le questioni prettamente aziendali entriamo nel vivo del gioco: Call of Duty: Black Ops presenta una campagna che ruota intorno a due personaggi (caratteristica invariata dagli episodi precedenti) approfondendo, rispetto ai titoli passati però questo capitolo vede una minuziosa caratterizzazione dei protagonisti, dall’aspetto fisico alle sfaccettature caratteriali.

I due personaggi sono un dipendente dei corpi speciali e uno della CIA, Alex Madison e Jason Hudson, con il difficile compito di bloccare l’ascesa russa durante il corso della Guerra fredda. L’ambientazione, di tipo moderno,  più che riprendere gli scenari della seconda guerra mondiale si ispira a Infiniy Ward. Una pecca che questo capitolo ha ereditato dai precedenti è, purtroppo, la presenza di un’azione fortemente lineare: nessun bivio o sequenza non scriptata ad hoc.

Azioni lineari a parte, il comprarto grafico del gioco ha raggiunto livelli altissimi: altissimo il livello di interattività. animazioni precise, effetti di illuminazione sviluppati con minuzia. La ciliegina sulla torta è data dal  perfetto doppiaggio in italiano. Il mix di tutte queste caratteristiche fanno di Call of Duty: black Ops un gioco che non può non essere nella collezione dei veri intenditori.

Cristina Rufini

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