Caso Ruby: Maroni querela Annamaria Fiorillo

Sale la tensione tra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e il pm del Tribunale dei minorenni di Milano, Annamaria Fiorillo. Dopo le clamorose smentite della togata al resoconto sul caso Ruby consegnato martedì scorso da Maroni in Parlamento, il ministro leghista ha deciso di alzare il tiro e di interpellare i suoi legali per querelare il pubblico ministero.

Al centro della diatriba (adesso anche giudiziaria), la presunta autorizzazione, da parte della Fiorillo, all’affidamento della ragazza marocchina (allora diciassettenne) alla consigliera regionale, Nicole Minetti, che nella notte tra il 27 e il 28 maggio si precipitò in Questura per prendere in custodia Ruby.

Il pm milanese ha vigorosamente smentito tale versione, raccontando piuttosto che – interpellata dalla Questura di Milano (e non dalla Procura) – avrebbe diposto di accompagnare la minore presso una comunità protetta e avrebbe altresì indicato di trattenerla in Questura fin quanto una tale struttura non fosse stata reperita.

Non solo, alla notizia che la giovane fermata sarebbe stata la nipote di Mubarack, la Fiorillo avrebbe risposto con una battuta trachant: “Sì, e io sono Nefertiti“. “Ho un ricordo ancora vivo di quella notte così agitata – ha aggiunto Annamaria Fiorillo – ci sono state sei o sette telefonate. Ma non ricordo di aver mai dato quell’autorizzazione“.

Raggiunta, infine, dalla notizia secondo la quale il ministro dell’Interno avrebbe dato mandato ai suoi legali di procedere nei suoi confronti per le dichiarazioni considerate “diffamatorie”, la pm del Tribunale dei minorenni di Milano ha risposto: “La querela? La trovo divertente“.

Maria Saporito