Sarah Scazzi: Michele Misseri colpito da infarto, il legale smentisce


Michele Misseri sta bene, al contrario di quanto divulgato nelle scorse ore. Lo zio di Sarah Scazzi, che ha recentemente confessato la colpevolezza di Sabrina Misseri, sua figlia, che avrebbe strangolato la cugina per gelosia, “non ha avuto nessun malore, anzi sta benissimo”.

Lo sostiene l’avvocato Daniele Galoppa, che parla di semplici “indisposizioni” quando gli si chiede dello stato di salute del suo assistito. È stata divulgata la notizia, infatti, di un malore cardiaco che Misseri avrebbe subito, addirittura di un infarto, avuto il 6 novembre scorso, a ridosso della sua ultima confessione, durante la quale spiego che solo Sabrina aveva ucciso Sarah.

Secondo indiscrezioni, quindi, il contadino di Avetrana non avrebbe retto allo stress psicologico successivo alle confessioni su sua figlia, così come i vari colloqui avvenuti con l’altra figlia, Valentina, e soprattutto con Cosima: la conversazione tra i due coniugi sarebbe avvenuta in un clima particolarmente drammatico.

Chiuso in isolamento dal 7 ottobre scorso, Misseri è assolutamente in buona salute.

L’udienza al tribunale del riesame, che determinerà a breve le sorti di Sabrina Misseri, è terminata ieri in tarda serata e nel corso delle prossime 48 ore sarà possibile sapere se l’indagata principale potrà uscire dal carcere o dovrà restarci.

Tutti gli elementi più importanti delle indagini sono racchiusi in un promemoria di circa quindici pagine, che saranno vagliate in queste ore. Mentre il gip Martino Rosati nega la richiesta di perizia psichiatrica, il medico legale afferma diversi elementi chiave che scagionerebbero, almeno secondo le ricostruzioni, Michele Misseri dall’omicidio. “Il forte impaccio con cui Michele ha mimato i gesti che avrebbe fatto lo scorso 26 agosto per uccidere Sarah hanno sollevato diversi dubbi”, afferma Luigi Strada, il medico legale, “solo quando ha ascoltato alcuni miei suggerimenti ha saputo avvicinarsi ad una dinamica più esatta, ma sono molte le contraddizioni e i gesti maldestri”.

Carmine Della Pia