“Verifica dopo la finanziaria”. Anche l’Mpa segue Fli

La finanziaria non può essere rimandata, e non può saltare per ragioni che vanno al di là dell’aspetto economico del nostro paese. I conti pubblici continuano a peggiorare, Bankitalia e l’Istat lanciano continui allarmi.
E’ ora di lasciare da parte le diversità e mettersi al lavoro per salvare la nostra economica.
Se salta la finanziaria salta il paese”, aveva preannunciato Bossi e ora tutti sembrano d’accordo.

Il chiarimento vero verrà dopo la Finanziaria“, ha dichiarato questa mattina Fabrizio Cicchitto, prima di aggiungere: “l’andare avanti e il recarsi in Parlamento sono le due facce della stessa medaglia. Faremo una verifica parlamentare, al Senato e alla Camera e lì si vedrà quale sarà l’orientamento della maggioranza di deputati e senatori”.

A seguito della verifica quindi si deciderà se andare avanti oppure tornare alle elezioni. Di governi tecnici sia Pdl che Lega non vogliono nemmeno sentir parlare.
Così anche il Pd e ora l’Idv, magari giusto per stendere una nuova legge elettorale.

Quindi sarà ancora il tempo il miglior narratore di queste vicende, si aspetterà che Berlusconi faccia ritorno da Seul?
F.li come annunciato, lunedì farà ritirare il ministro Ronchi e tutti i sottosegretari, dove si arriverà?

”Bisogna attendere il rientro di Berlusconi dall’estero per vedere se c’e’ una risposta alle domande poste da Fini. Aspettiamo dunque che decida se dimettersi o meno, se prende atto che c’e’ una componente determinante della maggioranza che decide di non sostenerlo piu”’, ha precisato Bocchino.

Proprio oggi però c’è un’altra novità, ”il Movimento per le Autonomie, nei tempi concordati con Futuro e Liberta’, uscira’ dal governo Berlusconi, lo ha dichiarato il portavoce nazionale on. Aurelio Misiti.

”MPA ritiene indispensabile – aggiunge – la formazione di un nuovo governo che risponda alle aspettative della maggioranza degli italiani realizzando un programma di fine legislatura che, partendo da un piano di sviluppo per il sud, sia capace di superare la fase pur necessaria di difesa dei conti pubblici e di avviare una politica a sostegno delle famiglie e delle imprese”.

”In questo quadro – conclude Misiti – il Mezzogiorno si dovra’ assumere la responsabilita’ di cancellare ogni residuo di cultura dell’assistenzialismo e partecipare attivamente alla trasformazione federalista dello stato, migliorando le attuali normative di stampo esclusivamente leghista. Cio’ comporta la ripresa di fiducia dei cittadini verso le istituzioni che si fonda anche sulla riforma dell’attuale legge elettorale”.

Matteo Oliviero