Aung San Suu Kyi, liberazione imminente

Grande attesa per la liberazione di Aung San Suu Kyi. E’ ormai certo che la donna birmana sarà scarcerata fra le diciotto e le venti di stasera. Una notizia felicissima per l’Occidente.

Dopo anni di isolamento ingiusto e ingiustificato, finalmente il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi è stata restituita alla sua famiglia e al suo popolo” dice Piero Fassino, Inviato Speciale dell’Unione Europea per Birmania/Myanmar. Da quindici anni la leader democratica si trova alle misure domiciliari. “Ci auguriamo adesso che a questo atto, che deve rimanere libero da qualsiasi limitazione– continua Fassino- altri essenziali ne seguano: la liberazione di tutti i prigionieri politici, la fine di ogni ostilità verso le minoranze etniche, l’avvio di un processo di riconciliazione nazionale”. Soddisfazione anche dalla Farnesina, che però auspica “che rappresenti un primo segnale di apertura del governo di Rangoon per avviare un dialogo con l’opposizione e un processo di apertura sul fronte delle libertà democratiche e il rispetto dei diritti”.

Migliaia i manifestanti davanti la casa di Aung San Suu Kyi. Tutti ad esprimere affetto e solidarietà alla leader.  La prigioniera politica è dal 1995 agli arresti domiciliari.Da sempre vicina alle posizioni del Mahatma Ganhdi, nel 1988 fonda la Lega per la Democrazia. Contraria al regime militare, nel 1990 vince le elezioni ma la tornata viene data nulla dal governo. L’anno dopo vince il Nobel per la pace.  La settimana scorsa la conferma della Corte di giustizia agli arresti domiciliari.  Oggi il mondo attende il suo rilascio. Tante le dimostrazioni per la libertà di Aung San Suu Kyi e, in queste ore arrivano attestati di gioia da più parti. Per il segretario dell’Onu Ban Ki Moon si tratta di una vicenda “da cui trarre molti insegnamenti”.  Rallegramenti anche dal presidente della Commissione europea Josè Barroso e dal cancelliere tedesco Angela Merkel.

Matteo Melani