D’Alema: “Questo governo se ne deve andare”

Intervenendo ieri a Lecce al convegno su ‘Democrazia e Mezzogiorno: dall’assistenzialismo alla responsabilità’, Massimo D’Alema ha usato toni duri per commentare la grave situazione di crisi in cui è precipitato il governo Berlusconi.

Credo che il governo dovrebbe prendere atto del fatto che non c’è più una maggioranza – ha dichiarato l’esponente democratico – Questo lo si vede tutti i giorni e credo che giustamente il partito democratico ha inteso portare la crisi in Parlamento, d’altro canto credo che realisticamente si debba prendere atto che il Governo non c’è più”. D’Alema si è mostrato convinto che la frattura tra Fini e Berlusconi, i due fondatori del Pdl, non sia più risanabile:  “Onestamente la frattura politica, programmatica e persino di divisione del paese che si è determinata tra Fini e Berlusconi è molto profonda e non mi sembra reversibile e anche per Fini è difficile tornare indietro”, ha detto.

D’Alema ha dunque dichiarato che tocca al Presidente della Repubblica decidere se dar vita a un governo tecnico, oppure ricorrere immediatamente al giudizio degli elettori. “Non ho mai parlato e non credo si debba mai parlare di governi tecnici – ha riferito il rappresentante del Partito Democratico – perché in un paese democratico i governi sono l’espressione di una maggioranza parlamentare, quindi sono sempre un fatto politico. Certamente il Parlamento ha il potere di cambiare il Governo, in un paese democratico si tratta di vedere se ci sono le condizioni politiche, se c’è la volontà, se ci sono i numeri, se si forma una maggioranza che vuole continuare a governare il paese come io spero. Una cosa è sicura: l’attuale governo non c’è più, non è in grado di risolvere nessun problema del paese e quindi se ne deve andare”.

D’Alema è dunque ritornato sull’invito fatto all’indomani dello ‘scandalo Ruby’ al premier Berlusconi di presentarsi al Copasir per discutere della sua sicurezza. “Mi sforzo di far capire a tutti che la Legge 124 all’articolo 31 recita ‘il Presidente del Consiglio si rivolge periodicamente al Copasir sui problemi della sicurezza’, Berlusconi non lo ha mai fatto. Non ha mai voluto farlo e mi sforzo di chiedergli di rispettare la legge. Capisco che in Italia può essere strano rispettare le leggi, e soprattutto il Presidente del Consiglio lo considera facoltativo, ma nella mia qualità di Presidente del Copasir devo fare ciò che la legge prescrive”.

In conclusione, uno sguardo allo scenario che potrebbe aprirsi dopo il governo Berlusconi ed alla leadership nel centrosinistra. “L’idea del PD è Bersani – ha detto D’Alema – Vendola può candidarsi premier, naturalmente è legittimo che il Partito Democratico candidi il suo segretario“.

Raffaele Emiliano