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Fiat, Fim-Cisl: “Cgil deve fermare deriva antiunitaria di Fiom”

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“I risultati del questionario svolto alla Fiat di Mirafiori confermano quanto già sapevamo: i lavoratori condividono il progetto ‘Fabbrica Italia’ e sono disponibili a fare la loro parte per assicurare lavoro e prospettive agli stabilimenti. Nei prossimi giorni avvieremo la trattativa su Mirafiori e a seguire su tutti gli altri siti di Fiat Auto”. A riferirlo, in una nota, è Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl. “Negli incontri – dichiara Farina – l’azienda comunicherà gli investimenti e i modelli da mettere in produzione per ciascuno degli stabilimenti. ‘Fabbrica Italia’ quindi procede e ciò lo si deve esclusivamente alla determinazione e alla responsabilità dei sindacati metalmeccanici che hanno sottoscritto l’accordo di Pomigliano e confermato la loro disponibilità negoziale a fare anche negli altri stabilimenti del Gruppo e senza ledere alcun diritto ciò che sarà necessario per sostenere la crescita delle produzioni e delle retribuzioni. A Pomigliano – prosegue il segretario generale della Fim-Cisl – l’avvio della produzione della Panda è prevista a metà anno 2001 e in quello stabilimento verranno applicati, come a tutti i lavoratori metalmeccanici italiani, il contratto nazionale e gli accordi aziendali. In questo senso non comprendiamo i lamenti della Fiom circa una possibile riduzione della sua agibilità sindacale. Il rischio che corre la Fiom è che continuando a comportarsi da Cobas alla fine rischia di diventarlo davvero“.

“Da questo punto di vista – prosegue Farina – stupiscono anche l’atteggiamento rinunciatario della Cgil sul progetto Fabbrica Italia e ancora di più la posizione del segretario generale che è ritornato a criticare l’accordo di Pomigliano. Hanno dimenticato che la Cgil espresse allora un parere favorevole al referendum? E che grazie a quell’accordo i lavoratori di Pomigliano a breve torneranno al lavoro beneficiando anche di una maggiore retribuzione? La Cgil – conclude il sindacalista – dovrebbe interrogarsi di più sul grave errore fatto dalla Fiom a Pomigliano e sui danni che la deriva politica e antiunitaria della Fiom sta provocando ai lavoratori e al sindacato metalmeccanico e confederale“.

Raffaele Emiliano

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