Fini e Bersani su Rai3: il sì di Garimberti

E’ l’argomento che tiene banco da ieri, capace di dividere la scena con la “bomba” politica che tiene sotto scacco il governo. L’invito recapitato a Pier Luigi Bersani e Gianfranco Fini per partecipare alla seconda puntata di “Vieni via con me” ha suscitato polemiche e discussioni a non finire.

Dalla politica alla televisione: in molti hanno voluto commentare la notizia ufficializzata ieri da viale Mazzini, contribuendo a infiammare l’attesa e ad accrescere ulteriormente le aspettative dei tanti telespettatori che lunedì scorso hanno premiato la trasmissione firmata Fazio-Saviano con un boom di ascolti.

Al niet scandito ieri dal dg della Rai, Mauro Masi, si è aggiunto anche quello del suo vice, Antonio Marano, il quale ha ricordato che “secondo una raccomandazione della vigilanza del 2003, i programmi di intrattenimento possono ospitare politici solo per questioni di loro competenza”. Non solo: “Nel caso specifico – ha aggiunto Marano in una lettera inviata al direttore di Rai3, Paolo Ruffini – dovranno essere rispettati i criteri di contraddittorio e pluralismo e pertanto, avendo invitato i leader di Pd e Fli, lo stesso invito riteniamo debba essere esteso allo stesso livello anche al Pdl, Lega, Udc e Idv”.

Il direttore della terza rete Rai ha smontato punto per punto le resistenze formulate da Masi e Marano, coadiuvato da Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3 e curatore del programma: “Il nostro – ha spiegato l’ex collaboratore di Enzo Biagi – è un programma di approfondimento culturale e non un varietà. Dunque non andiamo assolutamente contro i regolamenti aziendali né contro quelli definiti dalla commissione di Vigilanza”.

A mettere la parola fine alla querelle è intervenuto in serata il presidente della Rai, Paolo Garimberti: “Il pluralismo – ha detto – si fa aggiungendo voci e non sottraendone e anche in questo caso, forse, visto il delicato momento della vita politica, sarebbe stato opportuno aggiungerne altre subito o annunciare che ve ne sarebbero state di diverse in futuro”.

“Ma questo non per imposizioni, norme, o vagheggiamenti di soffocanti par condicio fuori stagione – ha precisato il presidente della Rai –  ma per accrescere ulteriormente la ricchezza del servizio pubblico. Sono persuaso che Fazio e Saviano sapranno confezionare un programma di qualità rispettoso dei principi cardine del servizio pubblico che sono, tra gli altri – ha concluso Garimberti – l’imparzialità, il pluralismo e il rispetto della persona”.

Maria Saporito