Giovani (non +) disposti a tutto è della Cgil

Giovani (non +) disposti a tutto, la campagna di comunicazione che da giorni spopola in rete e sulle pareti di tante città è della Cgil.

Oggi abbiamo deciso di svelarvi chi stava dietro alla campagna – ha dichiarato il segretario generale Susanna Camusso –  l’elemento mistero ha attratto molti giovani”.

Dietro il sito internet e il profilo Facebook del movimento, dietro i banner e i manifesti pubblicitari che hanno invaso le città a partire dal 30 ottobre dando voce al disagio dei giovani che si imbattono con offerte e condizioni di lavoro indecenti, con finti stage e occupazioni sottopagate, c’è dunque il più grande sindacato italiano e d’Europa.

In poco più di dieci giorni il sito web dell’iniziativa (www.giovanidispostiatutto.com) ha registrato oltre 70mila visite e 7000 commenti, senza trascurare gli oltre 11mila utenti iscritti al gruppo nato su Facebook.

Ci sono molti pregiudizi sui sindacati – ha dichiarato il nuovo numero uno della Cgil – con questa iniziativa pensiamo di averne smontato qualcuno”, in primis che oggi  “tutto venga diretto dall’alto, che non ci sia spazio per l’autogestione”.

L’iniziativa “non ha nulla di tradizionale, qualche volta la Cgil sperimenta se stessa, e i nostri giovani hanno sperimentato come si costruisce un futuro di parola, di rappresentanza. Io penso che questo sia un altro messaggio positivo: abbiamo usato un metodo non per nascondere noi, ma per essere protagonisti in un altro modo”.

Il “non + è per i giovani che sono costretti a lavorare in un modo che non rispetta la loro dignità e i loro diritti. Ciò che giustamente i giovani ci rimproverano è che non riusciamo a dare loro abbastanza voce. Pensiamo che lo sforzo vero di questa campagna sia stato quello di raggiungere i giovani che sono invisibili perché ricattabili, condizione che non permette loro” ad esempio “di essere iscritti al sindacato”.

Per Ilaria Lani, responsabile giovani Cgil, “grazie alla nostra campagna nasceranno dei comitati locali, attraverso i quali costruiremo un movimento che sarà in piazza il 27, e poi continueremo nei prossimi mesi. E’ giunto il momento per avere risposte sui diritti: il diritto ad avere un welfare, ad accedere agli ammortizzatori sociali e all’indennità di disoccupazione, il diritto ad avere un contratto e tutele garantite”.

Quando mancano i diritti c’è l’umiliazione, c’è lo sfruttamento”

“Vogliamo dire al governo che i giovani non sono più disposti a tutto, che i ragazzi che hanno studiato, che hanno competenze, meritano qualcosa di più: meritano una prospettiva”, ha concluso Lani, confermando così che la manifestazione del 27 novembre indetta dalla Cgil sarà dedicata proprio ai giovani.

Marco Notari