Premio Tenco 2010: l’anno dei grandi dubbi e delle certezze

Come ogni grande evento che si rispetti, il Premio Tenco ha luci ed ombre. Le luci sono per gli indubbi meriti artistici e per la qualità della musica proposta, ben diversa dal canonismo del Festival di Sanremo; le ombre, invece, riguardano il suo futuro, che sembra sempre più caratterizzato dall’incertezza. L’edizione di quest’anno è stata emblematica da questo punto di vista: da una parte grandi nomi e nuove promesse della musica italiana, dall’altra un evento tirato su con grande fatica e solo grazie alla generosa sponsorizzazione della Regione Liguria.

La serata di oggi vedrà esibirsi gli Skiantos, il cantautore irlandese Paul Brady e – soprattutto – Vinicio Capossela. Conclusione di una tre giorni che ha già visto alternarsi sul palco dell’Ariston di Sanremo nomi come Renzo Arbore, Carmen Consoli, Avion Travel, Nada, Morgan e Samuele Bersani. Senza dimenticare una menzione speciale per Piero Sidoti, cantante di Udine a cui è stata conferita la targa Tenco per Genteinattesa, suo album d’esordio. Solo un’altra conferma di come il Festival intitolato al compianto cantautore d’Alessandria sia un punto di riferimento imprescindibile per il futuro della musica d’autore italiana.

Eppure, nonostante questi indubbi meriti (anche se alcuni hanno definito l’edizione di quest’anno un po’ sotto tono, ma resta comunque il valore generale dell’evento) il futuro del Premio Tenco è alquanto nebuloso. E non è un’emulazione dello Yoda di Guerre Stellari: l’aggettivo calza perfettamente con la situazione attuale. I fondi scarseggiano sempre di più, le possibilità si riducono e portare avanti il progetto diventa sempre più pesante. Alcuni dicono che il motivo sia imputabile al fatto che l’entourage degli amici Amilcare Rambaldi (storico fondatore della rassegna) abbiano un po’ ceduto la presa e il controllo del Premio Tenco. Ma una spiegazione del genere sembra incompleta.

In un periodo in cui tutto il mondo dello spettacolo (il cinema soprattutto) si sta mobilitando contro i tagli al Fus, non si capisce perché la musica non debba risentire dello stesso male. Se vengono meno i fondi statali a foraggiare una produzione di stampo autoriale, ci si chiede a quali santi debbano votarsi i nuovi cantautori. Fioccano le proposte che presuppongono, ovviamente, il ricorso massiccio a sponsorizzazioni private. Non che ci sia nulla di male: ma il rischio che le major discografiche ci mettano lo zampino e modifichino in un certo modo l’essenza del Premio Tenco non è da sottovalutare. E il compito di scovare talenti in Italia resterebbe solo a pochi Festival più piccoli (Recanati, per esempio); dei piccoli Davide costretti a sfidare i Golia degli impuri talent show televisivi: X-Factor e Amici.

Roberto Del Bove