Sarah Scazzi: il tribunale ha deciso, Sabrina resta in carcere


Il tribunale del riesame ha deciso: Sabrina Misseri resta in carcere. La maggiore indiziata per l’omicidio di Sarah Scazzi ha atteso meno delle 48 ore previste per conoscere le sue sorti, intorno alle 9 di questa mattina è stato depositato il dispositivo della sentenza in cui è confermato l’arresto, ma non le motivazioni che inducono a trattenere ancora la cugina di Sarah.

Durante le due udienze, di cui la prima durata solo dieci minuti, e la seconda terminata a sera tarda, le posizioni di accusa e difesa sono state presentate in discussioni di circa tre ore a testa, i legali Vito Russo e Emilia Velletri rappresentavano il collegio difensivo di Sabrina.

Quest’ultima resta in galera, nonostante le 19 eccezioni sollevate dagli avvocati, tra cui vi è una lunga disquisizione volta a ridimensionare il potere della parola di Michele Misseri, nonché le stesse modalità con cui era giunto alla confessione letale: “Sabrina ha ucciso Sarah”.

Le numerose versioni fornite dallo zio di Sarah, infatti, renderebbero l’uomo poco attendibile, così come il sospetto abuso di farmaci riferito anche da Valentina e Cosima, figlia e moglie del contadino di Avetrana, fino a mettere in dubbio le modalità con cui si giunge alla confessione finale, datata 5 novembre.

Come riportato da più fonti, Misseri volle parlare, quella mattina, con il suo avvocato, Daniele Galoppa, cui si aggiunse poco dopo la criminologa Roberta Bruzzone. I legali di Sabrina hanno contestato e giudicato anomala la circostanza in cui sono state pronunciate quelle accuse così gravi e la Bruzzone, in sintesi, non aveva alcun titolo per presenziare all’interrogatorio, né poteva fare domande e suggerire risposte a Michele, come si sospetta che abbia fatto.

E’ stata Intervistata la madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, che ha riferito poche parole per i due parenti: “Se Sabrina è colpevole deve pagare la sua pena. Anche Michele in qualche modo è colpevole, avendo occultato il cadavere. Cosa provo per loro? Tanta pena”.

Carmine Della Pia