Sarah Scazzi: Sabrina, “Siamo tutti fregati”


Sabrina l’avrebbe detto subito dopo il ritrovamento del cellulare di Sarah Scazzi, “Siamo tutti fregati”, riferendosi a sé stessa e al padre, Michele Misseri.

Lo scorso 29 settembre, mentre si era alla ricerca della quindicenne di Avetrana, lo zio della ragazza sosteneva di aver ritrovato il cellulare della ragazza, in un rogo di stoppie. Era un dettaglio importante, l’unico oggetto che testimoniava il fatto che Sarah fosse esistita, e non risucchiata dalla terra. Ciò che nessuno, a parte i colpevoli, sapevano, è che la piccola era davvero seppellita in un pozzo non lontano da casa sua.

Sabrina Misseri, che interpretava la parte della cugina apprensiva in tv, capì da quel giorno che la sua posizione era compromessa.

Speriamo che il cellulare risulti lì da 42 giorni sennò siamo tutti rovinati”, avrebbe detto a Michele dopo che questi aveva dato il dispositivo alla polizia.

È quanto emerge dalla confessione dell’uomo fornita agli inquirenti lo scorso 5 novembre, il colloquio in cui incolpa Sabrina di essere l’unica ad aver messo fine alla vita di Sarah. E con quel “lì” la ragazza intendeva i resti delle stoppie bruciate, le stesse in cui fu inscenato il ritrovamento del telefonino.

Settimane dopo, Michele avrebbe specificato che consegnare l’aggeggio ai carabinieri rappresentava un modo per costituirsi, non a caso, una settimana dopo avrebbe confessato in occasione di un lungo interrogatorio degli inquirenti, già parecchio scettici sulla famiglia Misseri.

Durante la notte tra il 6 e il 7 novembre, inoltre, al tempo della prima confessione di Michele, questi aveva ricevuto tantissime chiamate sul cellulare dalla stessa Sabrina. Sembra che l’uomo rispose solo in un occasione, quando gli chiese “Ma cosa hai combinato?”. Prima di spegnere definitivamente il telefonino, racconta Misseri, avrebbe ricevuto costantemente telefonate dalla figlia, conscia, forse, che di lì a poco sarebbe giunto anche per lei il giorno in cui recarsi in caserma.

Carmine Della Pia