Sarah Scazzi: Sabrina urla, “Sono innocente e lo proverò”


Non si è rassegnata Sabrina Misseri, la ventiduenne di Avetrana in carcere per l’omicidio di Sarah Scazzi.

Questa mattina la decisione: il tribunale del riesame non accetta l’istanza di scarcerazione per Sabrina, che è in carcere dal 15 ottobre scorso.

Prima la chiamata in correità dal padre, Michele Misseri, per essere stata complice dell’omicidio, poi l’accusa di esserne l’unica colpevole.

Le prove che incastrano la ragazza sarebbe gravi, consistenti e numerose, come afferma anche Nicodemo Gentile, legale della famiglia Scazzi: “Altri tre giudici si sono convinti di un quadro indiziario solido e grave nei confronti di Sabrina e questi sono fatti”. Questi, però, non esclude che Michele Misseri sia coinvolto, anzi specifica, “Aspettiamo l’incidente probatorio di Michele Misseri, dove saremo presenti perché non dimentichiamo che, se è pur vero che lui ha fatto trovare il corpo, e piano piano sta raccontando la verità, ci sono alcune zone d’ombra che meritano di essere approfondite. In particolare ci riferiamo a quell’ abbiamo parcheggiato e l’hanno trascinata detti da Misseri”.

Sabrina, intanto, grida tutta la sua innocenza dalle sbarre, “Sono innocente e lo proverò”, fa sapere tramite i suoi legali, Vito Russo e Emilia Velletri.

Questi avevano a loro disposizione 19 eccezioni che avrebbero dovuto scagionare la ragazza, ma non sono servite a molto.

Tra le ultime rivelazioni circa l’accusa, si apprendono inquietanti particolari, come la testimonianza di Anna, amica e cliente di Sabrina, che la mattina del 26 agosto era a casa Misseri per un trattamento estetico. La donna è tra le ultime persone, famiglia esclusa, ad aver visto la piccola Sarah viva, e afferma che l’acredine tra le cugine era assolutamente percepibile dagli sguardi. “Cos’hai?”, aveva chiesto Anna a Sarah, che, ricevuta un’occhiata sinistra da Sabrina, si ammutoliva ancora di più.

E, durante la notte tra il 6 e il 7 novembre, quando Chi l’ha visto? annunciava la confessione di Michele, la stessa donna consolava Sabrina, che le diceva, tradendosi, “L’hanno fatto crollare, io sono stata più brava”.

Carmine Della Pia