Sarah Scazzi: una nuova testimone contro Sabrina


Emergono ulteriori dettagli sulla frase shock pronunciata da Sabrina Misseri, la maggiore indiziata sul caso di Sarah Scazzi, assassinata ormai da più di due mesi.

“Papa ha confessato, io sono stata più bravo di lui”, aveva riferito ad un’amica e cliente nella notte tra il 6 e il 7 novembre, quando Michele Misseri aveva confessato di aver ucciso e seppellito Sarah in un pozzo vicino Nardò.

Le telecamere di Chi l’ha visto, trasmissione dove un’incredula Federica Sciarelli dava la notizia delle ricerche del cadavere di Sarah in diretta tv, hanno filmato il momento esatto in cui Sabrina, nascosta in penombra, iniziava a piangere e usciva dalla stanza in cui Concetta, madre della vittima, apprendeva le notizie che con il trascorrere dei minuti iniziavano a circolare.

Nel cortile, la cugina è stata raggiunta da un gruppo di persone incuriosite per la presenza delle telecamere, e tra queste c’era Anna, una delle sue clienti (Sabrina si occupava di trattamenti estetici).

La donna l’abbracciava per consolarla, “Sabri, tranquilla ti sono vicina”, le ripeteva, mentre Sabrina affermava arrabbiata, “L’hanno incastrato, l’hanno incastrato!”. Confusa, Anna si chiedeva cosa intendesse, dal momento in cui era stato Misseri stesso a confessare le sue colpe, “Sabri, se lui ha detto che ha fatto questo cose, perché dici che l’hanno incastrato?”. Domanda alla quale Sabrina rispose: “Se ti tengono sotto torchio per sette ore prima o poi cadi e alla fine dici pure quello che non vuoi dire, io sono stata più brava e non ho detto nulla”.

Così la Misseri si sarebbe tradita, a detta dei colpevolisti. Uno dei tratti distintivi della cugina di Sarah, infatti, è proprio nella sicumera e nella sfrontatezza con cui affronta gli inquirenti e dichiara la propria innocenza. Afferma di essere stata più brava del padre perché, in qualche modo, ha resistito alle provocazioni degli investigatori, mentre il povero Michele aveva avuto la debolezza di confessare, a ridosso delle sette ore trascorse in caserma.

Carmine Della Pia