Voto anticipato: per Veltroni un’avventura, per Ferrero una necessità

In questa situazione di allarme, l’idea di andare verso le elezioni anticipate la può avere solo chi è nemico dell’Italia” e ”l’ostinazione del governo nel negare di non avere più la maggioranza è uno degli elementi che più contribuisce alla crisi del Paese”. Non usa mezzi termini Walter Veltroni per scongiurare il ‘rischio’ del voto anticipato.

“Prima ci sarà l’apertura formale della crisi, prima si potrà lavorare ad un governo con tutte le forze che si assumono la responsabilità nazionale, per evitare al Paese un’avventura”, aggiunge l’esponente democratico intervistato da Sky Tg24.

Secondo l’ex primo cittadino capitolino, ”bisogna dare al Paese un governo per rifare la legge elettorale, ma anche per fronteggiare la crisi finanziaria e per affrontare le emergenze più gravi. Chiunque sia disponibile a sostenere un programma di questo genere – argomenta Veltroni – può dar vita ad un esecutivo di transizione, verso un assetto che poi consenta di avere elezioni in un sistema bipolare, ma con una legge elettorale che funzioni”.

Diametralmente opposto a quello di Veltroni è il giudizio del segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, secondo il quale sarebbe invece più che mai necessario andare al voto. “La crisi della maggioranza è chiara, adesso si faccia la crisi di governo – sostiene Ferrero – Poi si vada a votare subito perchè i governi tecnici si sa quando partono e non si sa quando finiscono e soprattutto cosa fanno (vedi governo Dini). Se vogliono cambiare la legge elettorale lo possono fare direttamente in Parlamento senza fare un nuovo governo“, conclude il segretario di Rifondazione.

Raffaele Emiliano