X Factor 4: Enrico Ruggeri contro gli ex giudici

Nell’ultima puntata di “X Factor 4” Enrico Ruggeri ha rischiato di perdere anche i Kimera, l’ultimo duo della sua squadra. Secondo il cantante milanese un rischio corso a causa dell’atteggiamento e dei commenti scorretti degli ex giudici presenti in studio martedì sera.

Già in diretta Ruggeri non aveva nascosto il fastidio, ma dal suo blog non solo conferma il disappunto bensì ne evidenzia i motivi: “Ho aspettato qualche giorno: in certi casi è meglio lasciar decantare le situazioni e non agire d’impulso. Ho riguardato la puntata di X Factor con calma, notando decine di sfumature che mi erano sfuggite. Mi sono rasserenato. Ciò che a caldo mi sembrava così ingiusto, arrogante e dileggiatorio si è rivelato per quello che era: un suicidio televisivo plurimo. Da una parte quattro persone, i giudici. Erano coinvolti, accorati e comunque onesti intellettualmente. Difendevano i loro artisti, magari esagerando (è inevitabile), artisti coi quali lavorano e vivono, coi quali hanno creato un rapporto molto stretto, umano e artistico. Al loro fianco persone che, forti della loro estraneità, hanno cercato di delegittimarli, facendo del cazzeggio la loro cifra stilistica. Quello che dicevano non aveva lo scopo di portare un contributo: era solo una maldestra esposizione del loro traballante ego”.

Per il capitano dei gruppi il momento del ballottaggio tra Stefano e i Kimera è stato il peggiore: “Il momento più triste è stato il finale, ostentazione di beceri sentimentalismi che hanno danneggiato in tutti i sensi una persona, Stefano Filipponi, che non meritava quel teatrino. Stefano è un ragazzo intelligente (si sta laureando), molto simpatico (tutti rimpiangono le sue battute), che ha solo un problema: gestire la propria emotività. Per ora, secondo me, questo lo penalizza in maniera troppo evidente: lui sa come la penso, ne abbiamo parlato anche a telecamere spente e abbiamo avuto un rapporto di grande franchezza. Quello che lui chiede e quello di cui ha bisogno. E’ stato esposto in un modo che non meritava, strumentalizzato per pregressi rancori personali nei miei confronti, usato e trattato da “caso umano” da persone che neanche lo conoscevano”.

S.L.