Alzheimer, un test di 30 secondi per diagnosticarlo

Un test in grado di stabilire in 30 secondi e con venti anni di anticipo se si è predisposti allo sviluppo dell’Alzheimer. I primi segni dell’Alzheimer potrebbero infatti essere presenti nel cervello già vent’anni prima che si manifesti la malattia neurodegenerativa molti anni prima che si presentino i sintomi.

Messo a punto da un gruppo di studiosi del Centre for Mental Health Research dell’Australian National University di Canberra, l’esame, descritto sulla rivista Plos ONE, si rivolge soprattutto alle persone tra i 44 e i 48 anni d’età e sarà facilmente somministrabile dai medici di base, come la misurazione della pressione sanguigna.

I ricercatori hanno sottoposto i soggetti, 428 persone tra i 44 e i 48 anni, a un esame dei tempi di reazione fatto al computer, in cui dovevano premere dei pulsanti all’accensione di alcune luci. Quelli che avevano avuto i risultati peggiori sono stati sottoposti a una risonanza al cervello, che ha rivelato la presenza di minuscole lesioni nella materia bianca simili a quelle riscontrate nell’Alzheimer. “Anche se non possiamo essere sicuri che i pazienti con le lesioni svilupperanno la malattia, i risultati sono importanti per diverse ragioni – spiega David Bunce, che ha guidato lo studio – innanzitutto abbiamo dimostrato che ci sono lesioni simili a quelle dell’Alzheimer già intorno ai 40 anni, e poi abbiamo trovato un modo per individuare le persone a rischio senza test complessi”.

La diagnosi precoce delle demenze permetterebbe il monitoraggio negli anni dell’insorgenza della malattia e con l’uso dei nuovi farmaci alcuni soggetti potrebbero non sviluppare mai la patologia. Secondo i ricercatori il test potrebbe avere le prime applicazioni pubbliche entro 2-5 anni, dopo di che verrà allargato ad una più ampia popolazione di volontari.

Adriana Ruggeri