Australia: sanguinoso massacro di una famiglia. Sconosciuto il movente

Continuano le indagini riguardo all’omicidio di tre persone: mamma, padre e figlia, massacrati, alcuni giorni fa, all’interno della loro casa a Kapunda nel meridione dell’Australia. Il figlio venticinquenne è l’unico superstite perché al momento del fatto si trovava in gita con la fidanzata presso un’altra località.

La signora Rowe, di origini calabresi, suo marito e la figlia quindicenne avrebbero lottato fino alla fine per difendersi dalla furia omicida di chi ha inferto loro centinaia di brutali ferite. La scena del delitto è stata definita unica nel suo genere e ad altissimo livello di ferocia. La mano assassina, secondo le impronte digitali, apparterebbe ad un solo individuo, che avrebbe compiuto una vera e propria carneficina, spargendo brandelli di corpo per tutta la casa. Le ripetute ferite mortali sarebbero state inflitte per mezzo di uno o più coltelli.

Secondo The Australian sarebbero al vaglio degli inquirenti testimonianze di vicini o di qualcuno che possa aver udito le urla che, a giudicare da com’è ridotta l’abitazione, non possono non esserci state. La sensibilità dell’opinione pubblica è stata sottoposta a uno choc di fronte alla crudeltà dimostrata.

Secondo il medico legale anche l’assassino presenterà dei segni di difesa procurategli dalle tre vittime; non dovrebbe quindi essere difficile rintracciare il colpevole che da qualche parte avrà dovuto farsi medicare; farmacie, ospedali e servizi di pronto soccorso sono stati allertati affinché avvisino, tempestivamente, la polizia del posto.

Il movente resta un mistero, ma si pensa che l’omicidio sia stato commesso intorno all’una di lunedì. Il padre e la madre avevano trascorso il sabato presso amici ad Adelaide, mentre la figlia aveva organizzato una festa tra amici a casa il sabato sera durante la quale, a sentire gli invitati, non si sarebbe verificato nulla di particolare; i tre avrebbero anche cenato tranquillamente la sera della domenica, poche ore prima di essere così selvaggiamente uccisi.

Da voci non confermate sembrerebbe che gli inquirenti abbiano deciso di compiere delle indagini cominciando dalla famiglia d’origine della vittima calabrese per via di un fratello della signora il quale, in passato, si sarebbe reso autore di un’aggressione a mano armata.

Il superintendente della polizia Moyle dichiara che, malgrado cinque giorni d’indagini approfondite e d’interrogatori su persone vicino alla famiglia massacrata, non sono emersi dettagli o colpevoli che possano aiutare a far chiarezza sulla strage.

Come nel caso di Sarah Scazzi anche a Kapunda è iniziato un macabro turismo .

Cosmo de La Fuente